Infrastrutture, cultura e competenze per far decollare la Puglia «4.0»

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By Federdat Ottobre 27, 2017 06:57 Updated

Infrastrutture, cultura e competenze per far decollare la Puglia «4.0»

Infrastrutture, cultura, competenze. È attorno a questi tre assi che si è snodata ieri la seconda tappa de Il Sole 24 Ore “Viaggio nell’Industria 4.0”, a Bari nella sede di Confindustria Bari e Bat. Dopo la prima tappa di Padova e l’incontro di Bari, toccherà ora a Bologna il 9 novembre e il 21 novembre a Monza.

Al centro dell’attenzione la quarta rivoluzione industriale, con focus su prospettive e opportunità in un territorio come quello di Bari e, allargando la visuale, della Puglia: fra i più dinamici in questo senso, con distretti hi-tech come quello dell’aerospazio, ma anche con esperienze imprenditoriali che sull’alta tecnologia hanno piantato le loro fondamenta.

Focalizzarsi su questo territorio significa così spaziare fra varie esperienze imprenditoriali costruite sull’hi-tech. Si va dai sistemi per acquisizione, analisi e condivisione dei dati geospaziali della Planetek di Bari, alla progettazione di software e soluzioni della Exprivia di Molfetta (società quotata in Borsa che sta completando il closing dopo l’acquisizione della storica Italtel), alle soluzioni per lo stoccaggio e l’archiviazione della Icam di Putignano, alle soluzioni Ict della Tera di Conversano, ai prodotti e servizi in ambito It della Cle di Bari. Tutte testimonianze di un’imprenditoria che ha fatto dell’hi-tech il suo comune denominatore. E tutte testimonianze di imprese per le quali la svolta di industria 4.0 rappresenta una grande opportunità.

Ovvio che da fare c’è tanto, se è vero che la Puglia investe in Ricerca e Sviluppo lo 0,8% del Pil come ha spiegato l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Michele Mazzarano durante il primo panel con il vicesindaco di Bari Pirluigi Introna e Alessio Muciaccia, vicepresidente di Confindustria Bari e Bat e ceo di Gts Spa, società attiva nel trasporto intermodale.

Dovendo dare un ordine, il primo tema fondamentale da affrontare è emerso essere quello delle competenze. Il direttore generale del Mise, Stefano Firpo, in un videomessaggio in cui ha sottolineato il buon andamento degli investimenti in beni strumentali degli ultimi mesi, ha annunciato che nelle prime settimane di novembre uscirà finalmente il bando per i Competence center, i centri di competenza tecnologica che il ministero ha ideato come aiuto concreto alle imprese che vogliano innovare e che abbiano bisogno di competenze e personale preparato».

Il secondo tema fondamentale è quello della cultura aziendale. Non è così scontato che risulti protesa all’innovazione. Nell’indagine presentata da Andrea Bontempi, partner Kpmg Advisory, un dato in particolare deve magari far riflettere, quando si legge che il 13% delle aziende ha un budget allocato su industria 4.0. E invece, dice Bontempi, «l’Industry 4.0 rappresenta una grande opportunità per riportare in Italia componenti importanti del nostro tessuto produttivo che erano state delocalizzate nei paesi low cost». La componente culturale, insomma, è tema sine qua non, senza la quale la dotazione infrastrutturale a poco può servire. Sul punto ha tanto insistito Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente della Bocconi, evidenziando come Industria 4.0 abbia in sè la medaglia delle opportunità e il rovescio del rischio di perderle per gap culturali. «Con industria 4.0 diventa essenziale il dato. La capacità di utilizzarli di condividerli per utilizzarli al meglio farà la differenza».

Cultura digitale e della velocità di ricezione e azione sono il terzo nodo. Per Francesco Barletta, Head of ICT, Partnerships & Market Development di Wind Tre, «il tessuto produttivo della Puglia, territorio scelto per la seconda tappa del ‘Viaggio nell’Industria 4.0′, è contraddistinto da un grande dinamismo imprenditoriale. In un contesto così vitale, la sfida competitiva passa soprattutto attraverso l’innovazione». E le Telco in questo sono importanti «come abilitatori» di un processo in cui «data center, cloud, machine to machine» possono rappresentare fattori di competitività eccezionali. «Occorre però, è chiaro, che le piccole imprese si aprano a questi processi» spiega spiega Mauro Re, direttore wealth management & Marketing Allianz Bank Financial Advisors l’impianto va cadere.

A ogni modo un ultimo aspetto è emerso come essenziale nella dinamica dello sviluppo legato a industria 4.0. Fare sistema per affermare la competitività della propria manifattura è stato chiarito essere una sorta di imperativo.

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