Industria 4.0: l’Emilia investe sugli hub di servizi

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By Federdat Marzo 23, 2017 18:10 Updated

Industria 4.0: l’Emilia investe sugli hub di servizi

È assurto a titolo di tutti i convegni che si stanno snodando lungo la via Emilia e come tutti gli slogan rischia di stancare in fretta. «Il 4.0, invece, è una sfida ancora tutta da giocare per le Pmi della regione e del Paese. Ed è una sfida che non si vince iniettando nell’azienda di sempre digitale, IoT, big data, cyber phisical systems, ma cambiando radicalmente il modo di produrre e le misure con cui quell’impresa pesa il valore del proprio prodotto e il suo ruolo nel mercato». Il presidente di Piccola industria Confindustria, Alberto Baban, si rivolge alla platea dei grandi industriali manifatturieri emiliani – ieri a Bologna nella fabbrica Marposs, venerdì scorso a Parma dentro lo stabilimento Cft Rossi Catelli – per spostare l’attenzione dagli strumenti alle strategie e ai processi necessari a cavalcare la quarta rivoluzione industriale.

L’occasione è la presentazione dell’accordo triennale da 90 miliardi di euro (15 in Emilia-Romagna) battezzato “Progettare il futuro”, che Piccola Industria e Intesa Sanpaolo hanno siglato per sostenere la competitività del made in Italy nella nuova era interconnessa. Perché se i grandi costruttori come Marposs e Cft sul digitale lavorano (senza clamore) da decenni in autonomia, Pmi e subfornitori (piccoli e spesso sottocapitalizzati) hanno bisogno di carburante per accelerare il passo e convergere all’interno di filiere 4.0 che usino lo stesso linguaggio e le stesse tecnologie. «Per il 2017 puntiamo a raddoppiare il nostro sostegno alle imprese del territorio, passando da 350 a 700 milioni di finanziamenti a medio-lungo termine a Parma e da 500 milioni a oltre un miliardo a Bologna», sottolinea Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo.

Sul tema della convergenza tra artigianalità e innovazione digitale si interrogano oggi anche Cna e Confartigianato Emilia-Romagna nel convegno annuale sul settore focalizzato proprio sul 4.0 nella subfornitura meccanica. Sempre oggi a Formigine, nel distretto modenese-reggiano della piastrella, viene ufficializzato il “Club per l’innovazione” tra sette delle più grosse imprese del distretto ceramico che hanno dato vita a un think tank per contaminare tutta la filiera e salvaguardare il ruolo di ecosistema pionieristico nel settore.

A Parma oggi si apre la 16esima edizione di Mecspe, l’evento fieristico che negli ultimi anni sta tracciando la rotta italiana del manifatturiero 4.0 (2.051 aziende presenti e oltre 40mila visitatori attesi)con un intero padiglione trasformato in “Fabbrica digitale 4.0”, un vero opificio dove testare le nuove tecnologie abilitanti.

Sempre a Parma è stato presentato ieri il laboratorio Food Farm 4.0, promosso dall’associazione “Parma, io ci sto!” e dalle scuole della provincia per creare una piattaforma con impianti agroalimentari pilota dove studenti, ricercatori e aziende possono condividere idee, competenze ed esperienze sul campo. Intanto dentro l’università ducale si sta mettendo a punto, in vista dell’inaugurazione entro fine estate, “Smile” (Smart manufacturing innovation lean excellence centre) uno dei sei Digital innovation hub (DIH) in Italia e dei 39 in Europa che offrirà servizi alle imprese per riorganizzare i processi e formare il capitale umano sulle nuove frontiere del 4.0.

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