In Lombardia tremila incontri B2B per micro e piccole imprese

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By Federdat Luglio 11, 2017 10:20 Updated

In Lombardia tremila incontri B2B per micro e piccole imprese

Sono già più di mille gli incontri B2B realizzati in Lombardia in poco più di due settimane, con il coinvolgimento di 240 imprese del territorio e una trentina di buyer da tutto il mondo. Lanciato in occasione di Expo 2015 e giunto alla terza edizione, il progetto «Incoming Buyer» organizzato da Promos (l’agenzia per le attività internazionali della Camera di Commercio di Milano), sistema camerale regionale e Unioncamere Lombardia conferma l’appeal sulle aziende del territorio.

Con un programma più mirato, reso necessario anche dal budget minore rispetto a due anni fa (quando l’investimento complessivo, sostenuto anche dalla Regione, fu di 1,4 milioni, contro i circa 600mila euro di quest’anno), ma comunque intenso, con oltre 3mila incontri previsti entro fine novembre, contro i 5mila avvenuti durante i sei mesi di Expo.

La manifattura lombarda è caratterizzata del resto da un forte grado di internazionalizzazione: nel primo trimestre di quest’anno, secondo la Camera di Commercio di Milano, l’interscambio commerciale della regione (che rappresenta il 28,6% del totale nazionale) con il resto del mondo è aumentato del 9,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con esportazioni che raggiungono un valore giornaliero di circa 323 milioni di euro. Inoltre, da una ricerca condotta dalla stessa Camera milanese e Promos, il 43% degli imprenditori lombardi dichiara che l’export incide per oltre il 50% sui fatturati e il 60% ha intenzione di aumentare la presenza oltreconfine.

INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE AZIENDE LOMBARDE/1
I principali Paesi con cui le aziende lombarde hanno in programma di intraprendere hanno rapporti commerciali (Fonte: ricerca CdC-Promos)

«Molte aziende della nostra manifattura, tuttavia, non hanno struttura e dimensioni adeguate per affrontare i mercati esteri», fa notare Sergio Rossi, direttore di Promos. Di qui l’utilità di iniziative come questa, rivolte in particolare ai settori tessile-moda, arredo e alimentare: l’esperienza di questi anni ha infatti dimostrato che il format ideato si adatta soprattutto a questi comparti. Ma sono previsti incontri rivolti anche alle aziende della subfornitura e del packaging.

L’obiettivo è coinvolgere, in 24 giornate, 600 imprese lombarde e oltre cento buyer da circa 40 Paesi. Paesi scelti seguendo criteri sia di diversificazione rispetto alle edizioni precedenti, sia di crescita e interesse per l’export lombardo. «Quest’anno ci concentriamo su Europa, Nord America e Medio Oriente – aggiunge Rossi –, ovvero le aree che maggiormente rispecchiano il target delle aziende che partecipano al progetto, micro e piccole imprese che spesso hanno una penetrazione internazionale ridotta o nulla. È dunque più facile per loro affrontare il processo di internazionalizzazione cominciando da Paesi più vicini e “facili” dal punto di vista logistico, culturale o burocratico-amministrativo».

INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE AZIENDE LOMBARDE/1
I principali Paesi con cui hanno rapporti commerciali le aziende lombarde. (Fonte: ricerca CdC-Promos)

Ciò non esclude comunque la partecipazione di buyer da altri mercati in forte crescita, come l’Asia. Dal Giappone arriva infatti uno dei buyer con cui è entrato in contatto, in queste settimane, Antonio Boselli, fondatore e titolare della BPSilk di Grandate (Como), che produce cravatte e accessori moda. «Un contatto che penso possa presto tradursi in un ordine, come è già accaduto due anni fa con un distributore giapponese e con uno coreano, sempre in seguito ai B2B di questo progetto», spiega. Paesi – il Giappone e la Corea – che una struttura piccola come la sua (quattro dipendenti e un fatturato tra i 600mila e gli 800mila euro) difficilmente potrebbe raggiungere, sebbene esporti il 90% della propria produzione.

Punta a svilupparsi soprattutto all’estero anche la start up Artigiano del Gusto, fondata un anno fa, specializzata nella produzione di piatti pronti a base di pesce e carne prodotti in maniera artigianale. «Siamo convinti che il nostro prodotto possa funzionare bene all’estero, ma dobbiamo riuscire a raggiungere distributori locali, capaci di farci entrare nei settori dell’HoReCa e della Gdo», spiega uno dei fondatori, Massimo Bronzato, che negli incontri di queste settimane ha stretto contatti con buyer polacchi e tedeschi, ma anche di Singapore e dell’Indonesia.

In base ai primi feedback ricevuti dalle aziende, Promos fa sapere che il 70% dei partecipanti conta di dare un seguito ai contatti avviati e la metà di questi pensa che l’incontro di concluderà in un accordo o una vendita.

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