In Italia debutta TradeMachines, la start-up per i macchinari usati

Federdat
By Federdat Maggio 17, 2017 08:02 Updated

In Italia debutta TradeMachines, la start-up per i macchinari usati

L’obiettivo è fare “incontrare” un viticoltore della Napa Valley con uno astigiano, interessato a vendergli un suo macchinario per l’imbottigliamento del vino. Ma poi si va dalle falciatrici alle seghe per il legno. Sino agli apparecchi per l’edilizia.
È partita in sordina qualche mese fa, ma attiva anche in Italia – con una sezione dedicata – TradeMachines, la più grande piattaforma B2B per l’e-commerce di macchinari industriali e agricoli usati, nata nel 2013 a Berlino e presente oggi in 92 Paesi nel mondo, che mette in vendita il 40% dei macchinari in Europa e il 10% dell’offerta globale.

Dopo aver scansionato il web alla ricerca delle migliori aste di macchinari industriali usati, TradeMachines le classifica in base alla tipologia di macchina, creando una pagina per ogni prodotto. Selezionando gli inserzionisti e i rivenditori, TradeMachines permette di comprare macchinari che spaziano dal settore agricolo all’edilizia, da quelli per la lavorazione del metallo e del legno a macchinari del settore alimentare fino a elevatori, veicoli commerciali o strumenti più piccoli come seghe per il legno e falciatrici.

Una volta che l’utente arriva sulla piattaforma, il motore di ricerca lo guida verso la migliore offerta, in modo che i consumatori possano non solo comparare i prezzi, ma anche avere accesso a un bacino molto più ampio di macchinari, acquistabili sia in modo diretto che attraverso aste giudiziarie o industriali.

La registrazione sul sito è gratuita e la società non ricava percentuali dalla vendita. Ma genera redditi reindirizzando i potenziali acquirenti ai siti web di venditori, secondo il modello del “costo per clic”, negoziando il prezzo individuale per clic con ogni venditore. In ogni caso, la start-up non si occupa di intermediare i pagamenti nè di offrire servizi di trasporto e logistica. E nel 2016 ha chiuso con quasi 1 milioni di euro di fatturato, 1 milione di offerte, 844 categorie e oltre 6mila venditori registrati. In un settore che conta 380 miliardi di euro di vendite annuali.

«Fino a poco tempo fa – ha spiegato Heico Koch, fondatore 4 anni fa e Ceo di TradeMachines –era caratterizzato da una frammentazione dei canali di vendita che rendeva difficile mettere in contatto domanda e offerta, ostacolando le transazioni sulla lunga distanza. Da un lato, ci interessa la vocazione agricola e manifatturiera del Paese, dove sono presenti veri e propri distretti industriali e sistemi di produzione agricola e alimentare che ne fanno il target ideale per la nostra offerta. Dall’altro, vogliamo cogliere il potenziale di sviluppo dell’e-commerce, che in Italia ha registrato crescite a doppia cifra negli ultimi due anni. Avendo contratti con i principali fornitori di macchine vendute all’asta in tutto il mondo».

Secondo Netcomm e Human Highway, infatti, sono quasi 16 milioni gli italiani che acquistano abitualmente online, circa il 20% del totale: una cifra lontana da quella di altri paesi europei (in Spagna per esempio è il 31%, in Svezia il 69%), ma in costante salita. L’e-commerce tricolore infatti ha registrato, nel 2016, un giro d’affari di 25,5 miliardi di euro, segnando un trend del + 20 per cento.

© Riproduzione riservata

Argomenti:
Federdat
By Federdat Maggio 17, 2017 08:02 Updated