In giugno cresce la fiducia per imprese e famiglie

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By Federdat Giugno 27, 2017 11:00 Updated

In giugno cresce la fiducia per imprese e famiglie

Dopo due cali consecutivi torna a crescere a giugno l’indice di fiducia dei consumatori, in progresso di un punto a quota 106,4. Risultato di un aumento o che riguarda tutte le componenti, dal clima economico al clima futuro, dal clima personale a quello corrente. Migliorano nelle rilevazioni Istat i giudizi sulla situazione economica del Paese, anche se sono ancora in crescita le attese sulla disoccupazione.

In crescita anche il clima di fiducia per le imprese, dove il progresso è di due decimali, a quota 106,2. Solo il commercio al dettaglio è in controtendenza, mentre presentano indici in progresso manifattura, costruzioni e servizi.

Nel caso delle costruzioni, in particolare, si tratta di un livello storicamente significativo, il più alto da oltre nove anni: per trovare un risultato migliore bisogna tornare ad aprile 2008, prima della crisi. Alcuni segnali di ripresa dal lato della produzione sono visibili, anche se non con la forza manifestata dalle rilevazioni qualitative.

C’è quindi la possibilità nei prossimi mesi che quest gap tra attese e realtà nell’edilizia inizi a chiudersi, con una crescita più decisa dell’output, anche in seguito al rimbalz0 deciso delle transazioni immobiliari e delle richieste di mutuo.

Nell’area manifatturiera, dopo il picco dei mesi scorsi, è in lieve arretramento l’indice dei beni strumentali, con peggioramenti che riguardano sia gli ordini che le attese di produzione. Progressi diffusi vi sono invece per beni di consumo e intermedi.

«Dati ancora altalenanti – commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori –. Dopo il peggioramento di maggio è comunque positivo che tornino a crescere il giudizio relativo alla situazione economica familiare e quello sul bilancio familiare, i valori che più influiscono sui consumi futuri». In ogni caso, secondo Dona, «il modo migliore per rilanciare la fiducia dei consumatori è ridare alle famiglie capacità di spesa, rinnovando i contratti fermi da troppi anni, rivedendo il sistema delle agevolazioni fiscali, facendo una riforma fiscale nel segno dell’equità».

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