Impatto dei nuovi dazi sulle relazioni commerciali tra UE e USA
Il prossimo incontro dei membri della commissione commercio internazionale (INTA) del Parlamento europeo è stato programmato per la settimana successiva. I rappresentanti dei gruppi politici, noti come relatori ombra, hanno concordato sulla sospensione dei lavori relativi ai fascicoli Turnberry, affermando che, considerate le circostanze attuali, è necessario ripristinare la chiarezza, la stabilità e la certezza giuridica nelle relazioni commerciali tra UE e USA. Le circostanze attuali si riferiscono principalmente ai nuovi dazi del 15 per cento, entrati in vigore ieri e introdotti da Trump per aggirare una sentenza della Corte Suprema statunitense riguardante l’IEEPA. Il presidente dell’INTA, Bernd Lange, ha sottolineato che la situazione attuale è estremamente incerta e contrasta con gli obiettivi di stabilità e prevedibilità dell’Accordo Turnberry. Con l’annullamento dei dazi precedenti imposti il 2 aprile 2025, compreso qUEllo di riferimento globale del 10 per cento e i dazi unilaterali su prodotti provenienti da Paesi non coperti da accordi specifici (con aliquote variabili dal 10 al 41 per cento), è stato introdotto il nuovo dazio globale del 15 per cento. QUEst’ultimo fa uso della sezione 122 del Trade Act del 1974, che consente l’imposizione di tariffe fino al 15 per cento per un periodo iniziale di 150 giorni senza ulteriori specifiche. Dopo i 150 giorni, l’amministrazione USA potrebbe adottare altri strumenti per mantenere i dazi attivi. La ricerca dimostra che alcuni Paesi stanno beneficiando dei nuovi dazi, mentre altri sono penalizzati. Il Brasile, la Cina e l’India sono tra i beneficiari principali, mentre Paesi europei come Gran Bretagna, Italia, Francia e UE rischiano di subire aumenti tariffari. Il governo britannico ha espresso la disponibilità ad azioni reciproche nel caso in cui gli USA non rispettino gli accordi tariffari con il Regno Unito, sottolineando tuttavia l’importanza di evitare una gUErra commerciale. Nonostante ciò, la maggior parte degli accordi su auto, acciaio e prodotti farmaceutici non dovrebbe subire variazioni.
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