Il restauro del San Domenico del Tiepolo finanziato dalla Tecno di Napoli

Federdat
By Federdat Giugno 28, 2017 08:35 Updated

Il restauro del San Domenico del Tiepolo finanziato dalla Tecno di Napoli

Finanziato dalla napoletana Tecno il restauro del “San Domenico che istituisce il Rosario” del Tiepolo. Intervento che rientra nel progetto «Rivelazioni – Finance for Fine Arts», promosso da Borsa Italiana per le Gallerie dell’Accademia di Venezia. «Siamo orgogliosi di partecipare al progetto di Borsa Italiana per restaurare opere per le Gallerie dell’Accademia di Venezia – ha detto il fondatore oggi amministratore di Tecno, Giovanni Lombardi – La crescita del nostro gruppo è legata al Triveneto perciò siamo felici di supportare un’istituzione importante come le Gallerie».

Il progetto «Rivelazioni – Finance for Fine Arts»,di Borsa Italiana, promuove la collaborazione tra privati e istituzioni per la raccolta di risorse destinate al restauro e alla digitalizzazione di opere d’arte dei più importanti musei italiani. Una volta restaurate, le opere saranno in mostra temporanea nella Galleria Big a Piazza Affari, per poi tornare alle Gallerie dell’Accademia. Lombardi aggiunge: «Le Pmi italiane possono offrire un grande contributo alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, in una logica di investimento sostenibile per l’azienda e per il Paese. “Rivelazioni” semplifica la relazione tra azienda e museo, aggiungendo valore ad entrambi i soggetti e si è quindi dimostrata una piattaforma ottimale per le attività di mecenatismo di Pmi come Tecno».

Tecno è un gruppo industriale impegnato nei servizi alle imprese per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale. Fondato nel 1999, ha fatturato 13,5 milioni nel 2016, e prevede una crescita del 15% per il 2017. Da 110 tra dipendenti e collaboratori l’azienda prevede entro il 2018 di arrivare almeno a 130, di cui il 70% laureati in materie scientifiche con età media inferiore ai 35 anni.

Tecno conta oltre 2.500 aziende clienti in tutti i settori industriali, tra cui Cartiere Burgo, Italcementi, Fincantieri, e Pavimental e, nel Triveneto, realtà come Gruppo Grigolin, Veneto Strade, i principali operatori del settore portuale e il Consorzio Mu.Se. degli albergatori del Veneto. L’azienda, che ha il suo quartier generale a Napoli alla Riviera di Chiaia in Palazzo Ischitella, e sedi a Milano, Bologna, Berlino e Parigi, è molto attenta al mondo della cultura: negli ultimi cinque anni ha investito 1,3 milioni, gran parte dei quali nel restauro di monumenti e edifici storici, tra cui Palazzo Ischitella in cui ha sede a Napoli. Quest’anno, tra l’altro, ha finanziato l’”app” dedicata alla mostra napoletana su Picasso, organizzata dal Museo di Capodimonte.

Nel 2005 Tecno è stata una delle prime aziende italiane a conseguire la qualifica di Esco – Energy Service Company – accreditandosi presso l’Aeeg (Autorità Energia Elettrica e Gas), per certificare gli interventi energetici. Oltre il 6% del fatturato viene investito in ricerca e innovazione.

Tecno da qualche anno ha diversificato in varie attività diventando tra l’altro anche incubatore industriale di imprese. Grazie al lavoro del comitato scientifico coordinato dal direttore del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione dell’Università Federico II e direttore scientifico della IOS Developer Academy di Napoli, Giorgio Ventre, sta acquisendo start-up tecnologiche e partecipazioni strategiche al fine di integrare nuovi servizi.

© Riproduzione riservata

Argomenti:
Federdat
By Federdat Giugno 28, 2017 08:35 Updated