Il gasdotto Tap ancora assediato dai manifestanti

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By Federdat Aprile 3, 2017 11:14 Updated

Il gasdotto Tap ancora assediato dai manifestanti

Tap resta per ora ferma nell’espianto degli ulivi nella zona del gasdotto a Melendugno in provincia di Lecce. Le condizioni meteo sono contrarie, perché piove, ma soprattutto alcune centinaia di manifestanti, che si oppongono all’opera, presidiano la zona del cantiere con l’obiettivo di evitare ogni movimento: dall’espianto degli ultimi alberi (nei giorni scorsi, a più riprese, ne sono stati portati via 183 su un totale di circa 220) al trasporto di quelli già espiantati alla zona (masseria del Capitano) dove saranno reimpiantati.

Perché vanno chiariti due aspetti: gli ulivi vengono solo trasferiti temporaneamente per il tempo necessario ai lavori del microtunnel e la parte di gasdotto che attraverserà Melendugno, con tutte le cautele e le salvaguardie ambientali del caso, è comunque ridotta. Ma l’opposizione incalza e continua a ritenere che il gasdotto sia un danno all’ambiente, al mare e alla vocazione turistica dell’area. Nelle ultime ore diverse sono state le manifestazioni di protesta: sabato davanti a masseria del Capitano, dove il blocco stradale ha intrappolato alcuni camion con a bordo gli ulivi, costretti a fare marcia indietro e a tornare sul luogo dell’espianto; ieri pomeriggio a Melendugno dove sono scesi in forza i Cinque Stelle con parlamentari e consiglieri regionali della Puglia; ieri sera, infine, a Lecce, con diversi sindaci del Salento. Oggi alle proteste si sono aggiunti gli esponenti di Sinistra italiana.

E proprio questi ultimi hanno sottoscritto una petizione per il presidente della Repubblica, Mattarella, e il premier Gentiloni dove chiedono lo stop al gasdotto e l’individuazione di un altro sito in Puglia. A firmarla un’ottantina di soggetti. Nei giorni scorsi il governatore pugliese Emiliano aveva rilanciato l’alternativa dell’area di Squinzano, sempre nel Salento ma 30 chilometri a nord di Melendugno, ma il sindaco del centro, Miccoli, l’ha stoppato dicendo: «Tap a Squinzano solo se si assumono impegni certi sulla riconversione da carbone a gas della centrale Enel di Cerano», questione sulla quale, rileva il sindaco, «non c’è invece nulla». Ma l’approdo a Squinzano, ha rammentato Tap, è stato già escluso in sede di valutazione preliminare per la presenza, al largo, della posidonia, specie protetta che costituisce un vincolo ambientale difficilmente superabile.

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