Il futuro della bicicletta è la pedalata assistita

Federdat
By Federdat Aprile 18, 2017 11:01 Updated

Il futuro della bicicletta è la pedalata assistita

Il futuro della bicicletta è nella «pedalata assistita». Perché la concorrenza si fronteggia con cura dei particolari e attenzione alla sicurezza. E qualità. Requisiti «indispensabili per fronteggiare il mercato», che mette assieme sia i «fedelissimi dell’alta gamma», sia gli appassionati delle due ruote. Franco Cherri, titolare dell’ultima azienda che produce biciclette in Sardegna, guarda a ciò che succede nel resto d’Europa: «in Germania e Olanda le biciclette con la pedalata assistita sono una realtà da parecchi anni – spiega –. Da noi per raggiungere quei livelli bisognerà aspettare ancora».

Tra le biciclette, Franco Cherri, ci è cresciuto e la fabbrica situata in un capannone di 1.150 metri quadri nella zona industriale di Iglesias l’ha messa in piedi con il padre (ciclista professionista degli anni 50, scomparso qualche anno fa) negli anni 80.

«La fabbrica nacque nel 1964 – racconta –, dal1980 è in questo capannone. La fondò mio padre, che voleva mettere a frutto tutte le sue competenze maturate nel settore ciclistico». Non a caso, la linea fu quella delle bici da corsa. «Si costruivano al massimo due telai al giorno. Era tutto saldatura e lima, e rifinitura».

Non solo. «Noi facevamo anche la progettazione delle bici da corsa. Più o meno come un sarto con l’abito, perché per i ciclisti sardi del periodo le bici che arrivavano dalla penisola non andavano bene». Motivo? I sardi, con busto lungo e gambe corte, erano fuori standard. Poi la crescita e il passaggio allo stabilimento. «Negli ani 90 siamo arrivati a vendere 20mila biciclette in tutta la Sardegna, nella penisola e in Croazia, Francia e Spagna, oltre a tutta la grande distribuzione». Poi la contrazione del mercato, il calo delle vendite e la voglia di resistere in un settore che ha, comunque, un certo respiro.

«Oggi produciamo e vendiamo (i telai non li realizziamo se non su ordinazione) una media di seimila biciclette all’anno che portiamo in tutta la Sardegna. Diciamo che copriamo il mercato regionale capillarmente». Se poi capita una richiesta “stravagante” nessuno si tira indietro. «Ci è stato chiesto un risciò. L’abbiamo progettato e realizzato». Nonostante la concorrenza si riesce a resistere.

«I numeri sono più o meno sempre gli stessi, ciò che cambia è la qualità, la cura dei particolari, la sicurezza – spiega Cherri –. Elementi fondamentali per stare sul mercato che non deve essere solo regionale». Non a caso nel futuro l’imprenditore sardo guarda al mercato internazionale. «All’orizzonte, per via della posizione geografica della Sardegna, c’è una trattativa per una collaborazione e accordi commerciali internazionali -conclude -. Una strada che cerchiamo di percorrere con quello che sappiamo fare meglio».

© Riproduzione riservata

Argomenti:
Federdat
By Federdat Aprile 18, 2017 11:01 Updated