I costi della burocrazia taglieggiano l’80% delle imprese reggiane

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By Federdat Luglio 24, 2017 10:14 Updated

I costi della burocrazia taglieggiano l’80% delle imprese reggiane

Hanno a che fare soprattutto con Camera di commercio e Inps, spendono in media 51 giornate/uomo in adempimenti e negli ultimi tre anni, a dispetto di proclami e riforme del Governo hanno registrato – 8 casi su 10 – un incremento dei costi burocratici. È la fotografia del rapporto tra imprese e pubblica amministrazione che emerge dall’indagine condotta sugli associati da Unindustria Reggio Emilia per il progetto “PMI&PA”, per mettere a fuoco lo status delle relazioni tra aziende e uffici pubblici, il grado di soddisfazione e i costi interni ed esterni, per tarare di conseguenza il supporto confindustriale .

E i risultati sono tutt’altro che confortanti, «anche se volendo dare una lettura più ottimistica, il discreto grado di soddisfazione delle imprese rispetto alcuni enti (Cdc, con un incide di apprezzamento del 75,6%, centri per l’impiego con il 69,2% e Inail con il 60%, ndr) ci dice che qualcosa sta cambiando – afferma Roberta Anceschi, vicepresidente Unindustria Reggio Emilia con delega alla Piccola industria –. La recente Riforma Madia rappresenta in questo senso un segnale importante, ma la burocrazia si pone sempre come elemento che frena la normale attività quotidiana delle aziende e non certo un fattore di competitività come dovrebbe essere».

Gli oneri burocratici
Si sono concretizzati gli obiettivi di semplificazione più volte annunciati dal Governo? Stando alle risposte degli imprenditori reggiani non pare: i costi connessi alla gestione degli adempimenti burocratici sono aumentati nel
corso degli ultimi tre anni per il 59,8% degli interpellati e, addirittura, il 20,6% ne lamenta un incremento notevole.

IL GIUDIZIO
Variazione nel triennio dei costi connessi agli adempimenti burocratici (Fonte:UNINDUSTRIA REGGIO EMILIA, indagine campionaria sugli associati)

Ogni azienda ha speso in media 51 giornate di lavoro di una persona per adempimenti burocratici, sia in termini di costi che di tempo impiegato. Voce cui va sommato il costo “esterno”, di professionisti e consulenti cui si è dovuto far ricorso per affrontare la pratica pubblica: l’86,3% degli intervistati è stato supportato da esterni per tematiche relative all’igiene e alla sicurezza sul lavoro, l’82,4% per materie fiscali e di lavoro

Gli sportelli più utilizzati
La Camera di commercio è l’ente con cui le imprese reggiane interagiscono più di frequente (91%). Seguono Inps (76,7%), Agenzia delle Entrate (74,8%) e Inail (74%) per pratiche legate all’apertura di un’attività imprenditoriale, la fruizione di alcuni servizi speciali, la gestione dei rapporti con i lavoratori, obblighi fiscali e contributivi. La classifica prosegue con Comune (68,9%), Centri per l’impiego (57,3%), Agenzia delle Dogane (56,3%), quest’ultima in ragione del fatto che molte imprese reggiane operano scambi su scala internazionale.

I CONTATTI NELL’ULTIMO ANNO
Uffici pubblici con cui l’azienda è entrata in contatto nell’ultimo anno (Fonte: UNINDUSTRIA REGGIO EMILIA, indagine campionaria sugli associati)

Se l’ente camerale è il più apprezzato da gli imprenditori (75,6%), gli indici di gradimento più bassi si riscontrano invece per il ministero del Lavoro (20% di abbastanza soddisfatti) e, ancor più grande stante la finalità dello strumento, lo Sportello unico per le imprese, con nessuna azienda pienamente soddisfatta, appena il 39% mediamente soddisfatte e il restante 61% o deluso o incerto sul giudizio.

Cosa non va e dove migliorare
La nota dolente per le imprese reggiane è la complessità dell’iter procedurale, insoddisfacente per l’82% che ne lamenta il carattere tortuoso e di difficile comprensione. Negativo è anche il giudizio verso l’eccessiva mole di documenti (81,1%) e informazioni (80,2%) e che devono essere reperiti, letti e compilati per l’evasione di una singola pratica. Il tutto aggravato dal mancato dialogo tra le banche dati dei singoli enti, che porta al conseguente obbligo per le aziende di fornire più volte gli stessi documenti. Un ulteriore aspetto critico discende dalla instabilità di norme e procedure (77,9%), così come dalla difformità dei regolamenti e dalla disomogeneità nell’interpretazione normativa.

LA SODDISFAZIONE
Il grado di soddisfazione degli adempimenti amministrativi (Fonte: UNINDUSTRIA REGGIO EMILIA, indagine campionaria sugli associati)

Semplificare è dunque la richiesta più forte che le imprese rivolgono alla Pa, insieme alla maggiore stabilità delle norme e delle procedure (99%). Un’amministrazione 4.0 sarebbe sicuramente più efficiente, ritengono gli imprenditori, che vedono nella modernizzazione delle tecnologie ampi spazi per migliorare la risposta degli enti locali, potenziare le sinergie tra le diverse amministrazioni coinvolte nel singolo procedimento e quindi ridurre i tempi per l’erogazione di una pratica.

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