Gli scanner hi-tech fanno la “Tac” alle ruote dei treni Frecciarossa

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By Federdat Aprile 8, 2017 15:32 Updated

Gli scanner hi-tech fanno la “Tac” alle ruote dei treni   Frecciarossa

Gilardoni riparte dalle origini, cioè dalla tecnologia. L’azienda lecchese, leader nelle attrezzature di controllo e sicurezza ultrasonore e a raggi x, si aggiudica infatti grazie alle soluzioni hi-tech la commessa di Trenitalia per i nuovi scanner dei Frecciarossa. Una decina di impianti che serviranno a rilevare rapidamente lo stato di usura delle ruote, verificando nel tempo l’evoluzione dello status della struttura e archiviando i dati per successivi controlli. «Un successo che ci onora – spiega Marco Gilardoni – perché premia il nostro sviluppo progettuale avviato lo scorso ottobre: è la conferma della nostra ripartenza».

Ossigeno quanto mai vitale, per un’azienda storica del made in Italy tecnologico che rischiava di finire in un vicolo cieco dopo le accuse di mobbing e malversazioni avanzate da numerosi dipendenti nei confronti dell’azionista di controllo Maria Cristina Gilardoni e altri manager. Proteste che hanno spinto il tribunale di Milano ad assegnare al figlio Marco il ruolo di amministratore giudiziario. Da allora la svolta è evidente, con un’inversione di rotta che riguarda sia il fatturato che il perimetro di addetti.

«Dallo scorso ottobre – spiega Marco Gilardoni – abbiamo incrementato l’organico di una trentina di persone, altre ne stiamo cercando. Ed è confortante notare che tra questi nuovi ingressi vi sono in realtà persone che avevano dato le dimissioni proprio per il clima che si era creato in azienda: ora il quadro è cambiato e veniamo vissuti come un’opportunità».

I ricavi medi mensili dallo scorso ottobre sono cresciuti del 50% e la nuova commessa di Trenitalia (1,5 milioni di euro), è un ulteriore supporto alle previsioni di una crescita a doppia cifra del fatturato 2017, che può contare anche su nuovi ordini in arrivo ad esempio dagli scali austriaci o dal ministero dell’Interno.

«Questo ordine è importante – spiega il manager – perché proviene da un’azienda, Trenitalia, che ha assunto sui temi di sicurezza dei convogli una leadership certamente europea, forse persino mondiale. La nostra tecnologia, al termine di uno sviluppo progettuale partito lo scorso anno, è “user friendly”, permette di effettuare controlli senza smontare il treno, consentendo quindi ispezioni più rapide e frequenti. Di fatto, ci apre il mercato mondiale della sicurezza nell’alta velocità».

L’azienda, 170 addetti e 24 milioni di ricavi, realizza oltreconfine i due terzi del proprio fatturato, grazie a strumentazioni di controllo e sicurezza che finiscono in aeroporti, ambasciate, ospedali di tutto il mondo.

Fondata nel 1947, ha affrontato lo scorso anno il punto più critico della propria storia, con l’azionista di riferimento e l’intero cda rimosso dal Tribunale, in seguito alle denunce di numerosi dipendenti. «Ora io opero super partes e rispondo al Tribunale – spiega Marco Gilardoni – e spero che il punto di arrivo possa essere una ritrovata stabilità tra i soci, in modo da procedere alla nomina di un cda e un amministratore delegato. Credo però che al momento questo scenario sia ancora lontano. Ciò che conta, tuttavia, è che l’emorragia di ricavi si sia fermata. Stiamo crescendo, vinciamo gare battendo anche multinazionali statunitensi e asiatiche. Insomma, siamo ripartiti».

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