Glencore Portovesme: spegnimento scongiurato all’ultimo minuto

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By Federdat Luglio 29, 2017 10:38 Updated

Glencore Portovesme: spegnimento scongiurato all’ultimo minuto

Un colpo di scena dietro l’altro. La vertenza della Portovesme srl Glencore non risparmia sorprese: e l’annuncio di una fermata degli impianti a partire dal 1° agosto con conseguente messa in cassa integrazione delle quasi 200 persone coinvolte, dura giusto qualche ora. Il tempo necessario per passare dall’incontro urgente con i sindacati nella sede di Confindustria a quello con il governatore della regione. Tutto ruota sempre attorno alla vicenda relativa allo stoccaggio dei residui di lavorazione. La discarica in uso (Genna Luas) è in fase di esaurimento e da gennaio è il corso la procedura per l’approvazione del progetto per costruirne una nuova.

Nel frattempo l’azienda che produce piombo, zinco, rame, argento, oro, rame e acido solforico (garantendo occupazione a circa 1.300 persone tra diretti e appalti) cerca soluzioni alternative. Una, dopo una serie di proteste e una mobilitazione che ha unito azienda e operai, ha già incassato il via libera dalla provincia del Sud Sardegna e prevede lo stoccaggio di ulteriori 25mila tonnellate nel nono anello della discarica in uso e in via di completamento. L’altra soluzione, che permetterebbe un prolungamento dell’attività di altri sei mesi, prevede la sistemazione provvisoria dei residui all’interno di alcuni vasconi presenti nella fabbrica dal 1998. Il 26 luglio il tema è stato discusso al ministero dell’Ambiente che ha espresso parere positivo. Ultimo passo prima della conferenza dei servizi del 27. Nel corso della riunione, che avrebbe dovuto dare il lasciapassare allo stoccaggio provvisorio dei residui inerti nelle vasche presenti nello stabilimento dal 1998 la Regione Sardegna ha chiesto una preventiva verifica di assoggettabilità al via. Un fatto che ha spinto l’azienda a convocare, per ieri mattina, un incontro urgente nella sede della Confindustria a Cagliari.

Nel corso della riunione l’azienda, presente l’amministratore delegato Carlo Lolliri e la dirigenza, ha comunicato che «a decorrere dal prossimo 1° agosto 2017 si sarà costretti a procedere con la definitiva fermata degli impianti e la rimodulazione operativa di alcune linee di produzione con la conseguente messa in cassa integrazione dei relativi lavoratori». Immediate le richieste di intervento della Regione. Al pomeriggio l’incontro chiarificatore tra il governatore Francesco Pigliaru e l’amministratore delegato Lolliri. Il risultato del confronto affidato a una nota diramata dalla Regione: «Gli impianti di produzione della Portovesme srl non si fermano – si legge -. Lo ha assicurato l’amministratore delegato della società, Carlo Lolliri, al termine dell’incontro con il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Donatella Spano, il direttore generale della Presidenza della Giunta, Alessandro De Martini, la direttora generale dall’assessorato della Difesa dell’Ambiente, Paola Zinzula». La prossima settimana nuova rinione tra la task force regionale, l’amministratore delegato e lo staff tecnico della Portovesme.

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