Gentiloni: «In Def oltre un miliardo per la ricostruzione»

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By Federdat Aprile 8, 2017 13:15 Updated

Gentiloni: «In Def oltre un miliardo per la ricostruzione»

Risorse per ricostruire (oltre un miliardo all’anno previsto nel prossimo Def) e un piano a lungo termine per prevenire. Paolo Gentiloni effettua il primo “tagliando”, al piano Casa Italia, annunciato lo scorso agosto dall’ex premier Renzi all’indomani del sisma che ha colpito il centro del Paese. La novità è la definizione delle prime aree di intervento, dieci cantierti pilota in altrettanti comuni.

«I lavori partiranno nei prossimi mesi – spiega – oggi mettiamo in cantiere la prevenzione e facciamo un investimento sulla nostra identità».
Progetto dettagliato a Milano nel museo della Scienza e della Tecnologia dal premier, che ha ribadito la centralità del tema nell’azione dell’esecutivo, «uno dei progetti – spiega – più ambiziosi che abbiamo».

Le aree scelte, per cui è previsto un impegno finanziario di 25 milioni, sono
Catania, Feltre, Foligno, Gorizia, Isernia, Piedimonte Matese, Potenza, Reggio Calabria Sora e Sulmona. Selezione effettuata tenendo conto della pericolosità sismica e/o della presenza di rischi idrogeologici, con la necessità di evitare le zone di “cratere” e di distribuire il più possibile sul territorio l’azione.
L’approccio è quello di intervenire su singoli edifici esistenti (di proprietà pubblica e abitati), riducendone la vulnerabilità. Metodo più oneroso rispetto alla demolizione/ricostruzione ma ritenuto oggi compatibile con la disponibilità di informazioni analitiche e di tecnologie innovative.

Dieci cantieri con problematiche e caratteristiche diverse, che fungeranno da prototipi per poi diffondere in modo più capillare gli interventi. «Serviranno da modello di lavoro – spiega il responsabile del progetto Giovanni Azzone – e se riuscissimo a partire entro l’estate sarebbe in effetti un grande risultato».

«Saranno cantieri piccoli e con costi limitati – aggiunge il senatore Renzo Piano, coinvolto nel progetto – ma rappresenteranno delle vere e proprie scuole, una sorta di univeristà in cui far convergere know-how e tecnologia sviluppando schemi e metodi poi replicabili altrove, prevedendo la permanenza delle persone all’interno della propria comunità»

Il piano d’azione individuato è in realtà un progetto ad ampio raggio, che prevede il coinvolgimento di più attori, allo scopo anzitutto di creare un database integrato sulle caratteristiche degli edifici. Strumento che verrà costruito attraverso gli apporti informativi forniti da Agenzia delle Entrate, Istat ed Enea. Schema che sarà realizzato entro fine anno mentre entro fine maggio arriverà il sito dell’Istat con informazioni aggiornate e fruibili sulla mappa sismica italiana, con dati dettagliati per ciascun comune.

«Le tre sequenze di scosse – spiega Gentiloni – hanno prodotto danni per 23 miliardi, e quindi l’intervento che abbiamo pensato in termini di prevenzione è anche un modo per risparmiare denaro pubblico. A questa azione si aggiungono i fondi che stanziamo nella prossima operazione finanziaria, martedì, con risorse per la ricostruzione di oltre un miliardo all’anno. E mi aspetto anche un buon successo dal bonus per la sicurezza abitativa, con sgravi fiscali che arrivano all’80%».

Il piano Casa Italia, annunciato dall’ex premier Renzi all’indomani del sisma dello scorso 24 agosto e ribadito nelle linee programmatiche presentate da Gentiloni al momento dell’insediamento, ha l’obiettivo di smarcarsi degli interventi “emergenziali” per impostare invece una strategia di lungo termine per la messa in sicurezza del patrimonio abitativo e la sua valorizzazione, rafforzando di fatto la prevenzione.

Confermato l’annuncio dello scorso 14 marzo da parte del premier, la trasformazione cioè dell’unità di missione Casa Italia in un dipartimento della Presidenza del Consiglio, in modo da dare continuità, anche dal punto di vista burocratico-amministrativo, ad un’operazione che il Governo considera fondamentale.

Un piano presentato a Milano, nel museo della Scienza e della Tecnologia. Opzione non casuale, perché è l’intera impostazione del piano a voler essere il più possibile pragmatica, metodica, “scientifica”. A cominciare dalla scelta del project manager, Giovanni Azzone, ex rettore del Politecnico di Milano. Sotto la cui guida l’ateneo ha migliorato il proprio standing in classifica, moltiplicato le vittorie nei bandi di ricerca Ue (dal 2104 ben 132 per il solo programma Horizon 2020, per un totale di 64 milioni di euro), inserito l’inglese nelle lauree magistrali aumentando competitività e attrattività internazionale della struttura.

Quattro le linee di intervento definite nel piano. A partire da una messa a sistema di tutte le informazioni disponibili, al momento frammentarie e incomplete, in modo da arrivare ad una mappatura del rischio. Con il coordinamento del gruppo di lavoro G124 di Renzo Piano saranno varate una serie di linee guida di intervento che tengano conto anche della vivibilità dei luoghi e, allo stesso tempo, forniscano una serie di interventi-tipo, sia per le nuove costruzioni sia per l’adeguamento antisismico degli edifici. Azioni a cui si aggiungerà un’opera di snellimento delle procedure di finanziamento varate dal Governo per ottimizzarne l’efficacia e un piano di formazione che coinvolga da un lato tecnici e professionisti, dall’altro gli amministratori locali in qualità di committenti di edifici pubblici.

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