Gasdotto Tap: a un anno dall’avvio Italia ancora ferma

Federdat
By Federdat Maggio 17, 2017 08:00 Updated

Gasdotto Tap: a un anno dall’avvio Italia ancora ferma

A un anno dall’avvio dei cantieri del gasdotto Tap, l’opera che dall’Azerbajian porterà, dal 2020, 10 miliardi di metri cubi di gas l’anno, tra Albania e Grecia risultano posati nel sottosuolo e saldati circa 173 chilometri di tubi a fronte degli 878 chilometri complessivi, di cui una parte sottomarina nell’Adriatico. Secondo un calcolo di Tap, i 173 chilometri posizionati al di là dell’Adriatico costituiscono approssimativamente 21 volte la lunghezza del tratto italiano. Quello che attraverserà l’area di Melendugno, nel Salento, per dirigersi verso Mesagne, in provincia di Brindisi, dove il gasdotto si allaccerà alla rete Snam. Solo che tra Grecia e Albania i cantieri sono in attività mentre in Italia è stato complicatissimo persino spostare temporaneamente dall’area dove sorgerà il microtunnel, poco più di 200 ulivi.

Il mese scorso, infatti, a Melendugno ci sono state accese proteste, alcune delle quali anche violente, del variegato fronte No Tap, mobilitatosi contro il trasferimento degli ulivi. Proteste che si sono ripetute nelle scorse ore quando un centinaio di manifestanti ha cercato di bloccare lo spostamento dall’area di cantiere di appena 11 ulivi che, espiantati, andavano protetti con la costruzione di una serra per consentire non solo la sopravvivenza degli alberi ma anche la loro tutela da eventuali aggressioni di fitopatogeni. Anche stavolta c’è voluto l’intervento delle forze di polizia che hanno sollevato di peso i manifestanti per consentire il transito dei mezzi di Tap.
Nel confronto delle situazioni, in Italia l’unico intervento fatto – ed è un lavoro preliminare – riguarda lo spostamento degli ulivi, sbloccato peraltro dopo una sentenza del Consiglio di Stato a valle di autorizzazioni già date. In Grecia e Albania, invece, le imprese hanno preparato il 51% del percorso (nei due Paesi è pari a 377 chilometri sui 765 del tratto terrestre). Inoltre, il 21% dei tubi in acciaio saldati è già stato collocato nella trincea e ricoperto.

E in Italia? Tap conta di partire entro l’anno con la costruzione del microtunnel, opera soggetta adesso a un esame specifico per vedere se assoggettarla o meno alla Valutazione d’impatto ambientale. Il microtunnel è l’infrastruttura di 1,5 chilometri che accoglierà al suo interno la condotta per evitare che questa attraversi la spiaggia di Melendugno. E prima del microtunnel, andrà costruito il pozzo di spinta nel quale calare la «talpa», che è la macchina escavatrice e costruttrice. «Tap rimane pienamente impegnata per ripristinare i terreni nella loro condizione originale, se non migliore», dichiara Ian Bradshaw, managing director di Tap. L’obiettivo della società è completare tra un anno i terreni in Grecia e Albania e collocare e ricoprire circa il 65 per cento dei tubi saldati. Tap infine consuntiva 5.200 persone attualmente al lavoro tra Grecia, Albania e Italia e il 63 per cento dei tubi consegnato. La società, infine, annuncia 55 milioni di investimento in programmi sociali e ambientali tra Grecia, Albania e Italia, con 70 nuovi progetti per 15 milioni di euro che saranno avviati nei prossimi mesi.

© Riproduzione riservata

Argomenti:
Federdat
By Federdat Maggio 17, 2017 08:00 Updated