Futuro Aferpi, contatti con Liberty House

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By Federdat Marzo 25, 2017 14:24 Updated

Futuro Aferpi, contatti con Liberty House

I metalmeccanici di Piombino e di tutta la provincia di Livorno hanno incrociato ieri le braccia per chiedere garanzie sul futuro dell’acciaio dell’ex Lucchini, gestita da Aferpi. Nello stesso giorno, è rimbalzata da Londra, via Reuters, la notizia che Liberty House – gruppo inglese specializzato in commodities (soprattutto ferrosi e non ferrosi, ma anche carbone e altro) fondato da Sanjeev Gupta negli anni Ottanta – sta considerando la possibilità di investire sullo stabilimento toscano.

Cevital (la holding algerina che controlla Cevitaly e, a cascata, Aferpi) avrebbe approcciato Gupta, nel tentativo di trovare una soluzione alla necessità di reperire risorse per dare corpo al piano industriale di rilancio su Piombino. La necessità di finanza è impellente, visto che gli impianti sono alla paralisi per mancanza di circolante: nei giorni scorsi, come conferma il segretario della Fim, Marco Bentivogli, anche il treno rotaie, l’ultima unità produttiva ancora funzionante, ha dovuto arrestare l’attività. «È evidente – ha detto a questo proposito – che in questo modo non si garantisce la continuità produttiva dell’azienda, indispensabile per il mantenimento dei contratti di solidarietà».

Il dialogo con Sanjeev Gupta (che si aggiunge ai contatti avviati con British Steel e a un’altra pista che porta a un operatore europeo) è ancora allo stadio iniziale, ma il gruppo inglese ha dichiarato di essere interessato ad approfondire qualunque opportunità di investimento rilevante nell’industria dell’acciaio. Liberty House ha investito, solo nell’ultimo anno, più di 630 milioni in acquisizioni.

Il sindacato attende però risposte concrete. «Piombino deve tornare a produrre acciaio e quest’obiettivo deve essere la primaria condizione che deve caratterizzare l’attività del gruppo Cevital – ha detto questa mattina Rocco Palombella, segretario della Uilm, nel comizio conclusivo della manifestazione di Piombino -. In caso contrario è il governo che dovrà assumersi la responsabilità di ripristinare la concreta produzione del sito siderurgico in questione. L’azienda – ha sottolineato il dirigente – prevede una ripresa parziale dell’attività produttiva dal 3 aprile, con un orizzonte che arriva sino a fine luglio ed entro questo arco temporale la proprietà dovrà rispondere almeno agli impegni legati ai contratti già firmati. Ma quel che più importa è che Rebrab deve decidersi ad illustrarci le linee del nuovo piano industriale. Non facendolo è come se si tirasse fuori dagli impegni presi».

A questo scopo, è stato convocato lunedì, al ministero dello Sviluppo, un tavolo di confronto, al quale parteciperà anche l’amministratore delegato di Cevital, Said Benikene. «Se all’incontro non verranno date risposte concrete – ha detto ieri il segretario della Fiom, Maurizio Landini -, porteremo la vertenza Piombino davanti a palazzo Chigi e chiederemo un incontro al presidente del Consiglio».

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