Finiti i lavori al porto di Taranto: da luglio pronti 1.500 metri di banchina

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By Federdat Giugno 9, 2017 12:23 Updated

Finiti i lavori al porto di Taranto: da luglio pronti 1.500 metri di banchina

È stata l’infrastruttura il cui mancato adeguamento, messo in programma nel 2012 con uno specifico accordo, nel 2015 ha spinto Evergreen ad andar via dal porto di Taranto dopo che nel 2001 aveva introdotto il traffico container e assunto, attraverso la società Tct, oltre 500 unità. Parliamo del molo polisettoriale, che adesso, dopo rinvii, complicazioni e contenziosi legali relativi all’appalto dei lavori, è finalmente pronto. Molto probabilmente la stasi dei cantieri ha costituito solo l’ultimo appiglio per Evergreen per lasciare Taranto, perché già prima aveva ridislocato navi e attività al Pireo, ma in ogni caso lo strappo ha impresso un’accelerazione a tutte le opere portuali.

Da pochissimi giorni sono stati infatti completati gli ulteriori 600 metri del molo polisettoriale. E il mese prossimo, a disposizione degli operatori interessati, ci saranno 1.500 metri di infrastruttura, annuncia l’Autorità portuale di sistema del Mar Ionio. L’associazione temporanea costituita tra le imprese Consorzio Stabile Grandi Lavori, Carmine Ottomano e Claudio Favellato ha comunicato «la conclusione dei lavori relativi all’ammodernamento della banchina di ormeggio al molo polisettoriale. L’intervento, per un importo pari a 75 milioni di euro, ha consentito l’adeguamento di 1.200 metri di banchina al nuovo fondale (16,50 metri di profondità) e alle sollecitazioni derivanti dalle navi di ultima generazione e dalle gru di banchina».

I 1.200 metri sono stati ammodernati e riqualificati in due tappe: i primi 600 metri completati a luglio scorso e collaudati di recente, gli ulteriori 600 metri ultimati adesso e da collaudare. I lavori sono consistiti nell’avanzamento della banchina attraverso una struttura di palificazioni in mare. Con questi lavori, rende noto l’Authority, «è stata altresì eseguita una prima fase dei dragaggi nell’area prospiciente la nuova banchina portando una fascia di circa 20 metri alla profondità di 16.50 metri». Al termine del collaudo degli ulteriori 600 metri ammodernati, collaudo che avverrà entro luglio prossimo, «saranno immediatamente disponibili ben 1.500 metri lineari di banchina (600 metri lineari già collaudati e operativi, più 600 in corso di collaudo, più altri 300 non oggetto di lavori e già operativi), oltre al piazzale retrostante, che saranno subito utilizzabili dalle imprese portuali e dagli operatori interessati ad acquisire in concessione tali beni».

Ora, infatti, si tratta di trovare per il polisettoriale uno o più operatori che utilizzino la banchina e ricollochino al lavoro gli oltre 500 che da gennaio sono in carico alla nuova Agenzia per il lavoro portuale. Non hanno dato esito i tentativi fatti mesi addietro per dare in concessione l’infrastruttura. Appena due sono state le offerte arrivate, una esclusa quasi subito, l’altra nell’avanzamento della procedura di gara. E con i 1500 metri di molo pronti, non ci sarà un ritorno esclusivo al transhipment dei container. L’orientamento – sottolineano Authority e Governo – è quello di trovare più attività. Questa diversificazione viene infatti ritenuta la chiave giusta per la ripresa del porto di Taranto dopo un periodo buio.

Infine l’Autorità portuale specifica che a dicembre prossimo, «non appena terminata la vasca di colmata, inizieranno le ulteriori operazioni di dragaggio fino a 16.50 metri di profondità della parte antistante la nuova banchina, del corridoio d’ingresso e del circolo di evoluzione delle navi. La restante parte della banchina del molo polisettoriale sarà dragata sino a 15 metri». Infine, sono stati appena avviati i lavori relativi alla riqualificazione delle banchine e dei piazzali in radice al molo polisettoriale. L’intervento, per un importo di 15 milioni, «si sostanzia nel ripristino della funzionalità delle strutture di banchina – che necessitano di interventi di manutenzione straordinaria – nella riqualificazione delle aree a terra e nell’adeguamento degli impianti elettrici e di drenaggio delle acque meteoriche alla normativa vigente».

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