Finanza e distribuzione, due leve per la crescita dell’arredo-design

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By Federdat Giugno 29, 2017 07:59 Updated

Finanza e distribuzione, due leve per la crescita dell’arredo-design

Il tema delle dimensioni è ormai quello decisivo per la crescita delle aziende del settore arredo-design. La ripresa è agganciata, come ha ricordato il presidente di Assarredo Claudio Feltrin – intervenendo al 3°Pambianco Design Summit organizzato in collaborazione con Elle Decor, EY e FederlegnoArredo a Milano – grazie soprattutto al traino delle esportazioni, con l’Italia secondo esportatore al mondo del settore, dopo l’inarrivabile Cina, e un saldo commerciale positivo per 8,2 miliardi di dollari. Anche l’Italia, grazie agli incentivi fiscali per l’acquisto di mobili, è ormai ripartita.

Superata la lunga crisi, è dunque tornato il momento per pensare a crescere. Anche perché – ha spiegato David Pambianco, ceo di Pambianco Strategie di Impresa – il mercato mondiale dell’arredo-design continua a crescere: i valori wholesale sono aumentati da 340 miliardi di dollari nel 2014 a 378 miliardi lo scorso anno, con una crescita media del 6% annuo. È importante notare che l’Europa (che secondo Feltrin è ormai da considerare un «mercato domestico» per le aziende produttrici italiane, è l’area con la fetta di consumi maggiore di design (106 miliardi di dollari, contro i 99 degli Stati Uniti e i 75 della Cina), peraltro in crescita del 7% (dati 2015).

Le premesse ci sono tutte. Il punto è capire come riuscire a mantenere le posizioni raggiunte e mantenute per anni anche in uno scenario che, nel frattempo, si è fatto estremamente competitivo. Il tema delle dimensioni, come accennato, è cruciale, e lo ha sottolineato nel suo intervento al Summit Giovanni Battista Vacchi, partner di EY, e in quest’ottica l’intervento della finanza può rappresentare un valido strumento per la crescita delle imprese. «La dimensione aziendale rappresenta un fattore critico di successo – ha ricordato Vacchi –: all’aumentare dei ricavi cresce anche la marginalità. Oggi appena il 7% delle circa mille aziende monitorate da EY genera un fatturato superiore ai 50 milioni di euro». Il grosso delle imprese di arredo-design (l’80% circa) si concentra a dire il vero nella fascia sotto i 5 milioni di euro di ricavi.

FUSIONI E ACQUISIZIONI NELL’ARREDO-DESIGN
Numero di operazioni finanziarie nel settore arredo in Italia e nel mondo (tra il 2011 e il primo semestre 2017) e incidenza % dei Private Equity (Fonte: EY)

La finanza dunque, può essere una leva per aumentare fatturati e marginalità, attraverso operazioni finanziarie pure (attraverso l’ingresso di capitali e l’introduzione di modelli di gestione manageriale), oppure operazioni di aggregazioni tra aziende, finalizzate a creare complementarietà e sinergie in grado di aumentare la competitività in particolare all’estero, oppure operazioni di natura industriale. In questo senso, va detto che negli ultimi anni le transazioni che hanno interessato aziende del settore sono aumentate in modo significativo in italia e nel mondo, con un picco registrato lo scorso anno.

Altro strumento importante per aumentare ricavi e marginalità è investire nell’internazionalizzazione, ha aggiunto Vacchi, ricordando che l’Italia esporta attualmente prodotti per 13,8 miliardi di euro, ma le previsioni EY sono di un ulteriore incremento fino a 16,6 miliardi entro il 2020. A crescere con maggiore rapidità saranno le economie emergenti (in particolare India, Emirati Arabi, Cina e Arabia Saudita), ma l’Europa manterrà la sua importanza fondamentale – in termini di valori assoluti, affinità di cultura e stile – per il design italiano.

Puntare sui mercati sviluppati è infatti una delle strategie suggerite che, secondo Vacchi, possono aiutare le aziende dell’arredo ad aumentare ricavi e marginalità. Gli altri fattori chiave sono «ricercare il vantaggio competitivo sul valore differenziale del prodotto, garantire una equilibrata struttura finanziaria, organizzare le funzioni aziendali con un sistema manageriale e sfruttare le potenzialità di una strategia distributiva “omnichannel”».

Il tema della distribuzione è in effetti un altro elemento cruciale per lo sviluppo delle aziende e su questo si sofferma la ricerca realizzata da Pambianco in collaborazione con FederlegnoArredo. Partendo dalle previsioni di crescita del mercato globale sopra citate, la ricerca distingue le peculiarità della fascia “premium” di mercato e di quella dei brand “mass market”. Nonostante le differenze, per entrambi i segmenti la distribuzione monomarca è considerata un canale fondamentale. «I monomarca a gestione diretta avranno un ruolo di primaria importanza – ha spiegato David Pambianco – e l’incidenza di questo canale tenderà ad aumentare in ogni fascia. Le innovazioni tecnologiche, così come la realtà virtuale e l’e-commerce, potranno contribuire alle rese dei punti vendita». I multimarca resteranno comunque un canale rilevante, soprattutto per la fascia premium.

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