Entro luglio attesa la svolta per il futuro di Eurallumina

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By Federdat Luglio 10, 2017 07:17 Updated

Entro luglio attesa la svolta per il futuro di Eurallumina

L’estate dei lavoratori dell’Eurallumina di Portovesme, primo anello della filiera dell’alluminio, è fatta di caldo (per via delle temperature particolarmente alte che però non scoraggiano le azioni di protesta) e attesa (per il completamento di un iter autorizzativo che tarda ancora ad arrivare). La speranza delle tute verdi della raffineria di bauxite del Sulcis Iglesiente è che l’ultimo nodo di una vertenza che va avanti da otto anni possa essere sciolto entro luglio con il parere favorevole della conferenza dei servizi e la conseguente delibera di Giunta regionale.

Due provvedimenti che, come spiegano i sindacati, aprono la strada al progetto di rilancio della raffineria dell’Eurallumina, azienda controllata dalla russa Rusal, che sino al 13 marzo 2009 produceva un milione e 200 mila tonnellate di allumina, destinandone il 30 per cento al mercato regionale. Il programma di riavvio, recentemente l’azienda ha riaperto il servizio mensa per coloro che si occupano della gestione e manutenzione degli impianti, prevede la realizzazione di una centrale di cogenerazione a vapore, l’adeguamento della raffineria per l’impiego di bauxiti tri-idrate e un investimento che supera i 200 milioni di euro.

Non solo, sono previsti lavori per un periodo che si stima possa oscillare tra i 18 e i 36 mesi e il reinserimento di 357 lavoratori diretti con circa 100 nuove assunzioni, 270 lavoratori degli appalti e altri duecento dell’indotto. «Il fatto è che siamo davanti a una procedura che dura quasi 1100 giorni e che continua a dilatarsi– spiega Francesco Garau, segretario provinciale della Filctem Cgil –. È necessario che, invece, arrivi a conclusione per dare la possibilità a chi ha presentato i progetti di poter intervenire».

La vertenza non ha risparmiato manifestazioni in piazza e picchetti silenziosi dei lavoratori davanti alla sede della Regione o anche a quella del Mise. Ultime manifestazioni i primi giorni di giugno. «Nel corso della procedura sono state presentate le integrazioni richieste e ora si attende la conclusione della conferenza dei servizi e la delibera della Giunta regionale – spiega ancora Garau – senza questi passaggi è impensabile andare avanti».

Solo allora potrà partire il progetto di riavvio degli impianti che costituiscono il primo anello produttivo della filiera dell’alluminio. Il primo gradino di un settore definito da Salvatore Sini, segretario della Uil chimici, «strategico non solo per la Sardegna ma per l’intero sistema». «Il riavvio rappresenta la ripresa di un intero settore – argomenta il sindacalista -. Il valore di quella produzione non è solo per l’economia di quel territorio ma per l’intero sistema industriale metallurgico dell’alluminio».

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