Energie rinnovabili, partnership tra Enel e Istituto tecnologico di Genova

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By Federdat Maggio 7, 2017 10:53 Updated

Energie rinnovabili, partnership tra Enel e Istituto tecnologico di Genova

Una partnership tra Enel e Istituto italiano di tecnologia per un progetto che, per la società di produzione e distribuzione di elettricità e gas, si inserisce, spiega l’ad Francesco Starace, nella prosecuzione di un «percorso verso un’energia carbon free, sempre più sostenibile e tecnologicamente avanzata». Batterie e pannelli fotovoltaici a grafene nonché energia dalle correnti marini sono il cardine di questo accordo, per un piano della durata di 24 mesi sul quale Enel green power ha stanziato un investimento ingente: 800mila euro.

«La ricerca e l’innovazione – prosegue Starace – sono fondamentali per individuare nuovi filoni e nuove tecnologie in ambito energetico. La partnership con l’Istituto italiano di tecnologia è per noi motivo di orgoglio perché è una delle realtà più avanzate a livello globale che, con giovani ricercatori italiani e internazionali, sperimenta idee innovative con risultati eccellenti. I filoni che stiamo portando avanti con l’Iit, vanno dallo studio di nuovi materiali per la realizzazione di batterie più performanti, all’applicazione di nuove soluzioni in ambito fotovoltaico e dallo studio di nuovi sistemi di produzione che sfruttino il moto ondoso fino a progetti sulla mobilità elettrica».

In particolare, si parte dallo sviluppo del progetto per la realizzazione di batterie al grafene, in grado di immagazzinare alti livelli di energia, che potranno essere utilizzate anche in campo automobilistico. Si tratta di un sistema che permette l’integrazione delle energie rinnovabili con sistemi di storage intelligenti. Il campo di applicazione delle batterie del futuro è studiato dai ricercatori dei Graphene labs Iit, che operano all’interno del progetto decennale dell’Ue Flagship graphene, con un finanziamento che si aggira intorno al miliardo di euro.

Anche nella ricerca sugli impianti fotovoltaici di nuova generazione, che ha l’obiettivo di realizzare apparati più efficienti e flessibili alle esigenze dei clienti, il grafene ha un ruolo fondamentale. In questo caso, spiega Roberto Cingolani, direttore dell’Iit, «la sua combinazione con un altro materiale flessibile e innovativo come la pervoskite, permette un flusso più efficace degli elettroni da un pannello all’altro, producendo un quantitativo maggiore di energia».

Inoltre l’Istituto genovese ed Enel green power stanno studiando un nuovo sistema di produzione che sfrutta il moto ondoso del mare. Il sistema funziona, chiarisce Cingolani, «grazie alla tecnologia messa a punto dalla start-up Piezoskin, che recupera l’energia pulita da flussi d’aria o di liquidi, grazie alla produzione di alghe fittizie composte da materiali biodegradabili e riciclabili. Gli studi condotti dimostrano come sia possibile produrre energia elettrica e alimentare i sensori remoti di monitoraggio marino, grazie al movimento di questi micro-componenti».

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