Dopo 15 anni la Toscana dice no al rigassificatore di Rosignano

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By Federdat Giugno 24, 2017 13:00 Updated

Dopo 15 anni la  Toscana dice no al rigassificatore di Rosignano

Dopo mesi di riflessione, arriva il verdetto: la Regione Toscana dice no al rigassificatore di Rosignano, sulla costa toscana a sud di Livorno, proposto nel 2002 da Edison con Bp e gruppo chimico Solvay e “risorto” un anno e mezzo fa, quando Edison ha presentato una revisione al progetto. Ora la Giunta regionale mette la parola “fine” sull’investimento da 650 milioni di euro: con una delibera di pochi giorni fa, promossa dal presidente Enrico Rossi, ha espresso all’unanimità parere negativo sulla realizzazione del progetto ritenendo «non opportuno l’incremento che produrrebbe sull’attuale livello delle pressioni sulle matrici ambientali dell’area».

La Regione si è dunque allineata alla volontà del sindaco del Comune di Rosignano Marittimo, Alessandro Franchi, contrario alla revisione del progetto del rigassificatore per i possibili rischi sull’ambiente che, a suo avviso, avrebbero richiesto un nuovo studio di impatto ambientale. Contrari al rigassificatore anche alcuni comitati locali appoggiati da Movimento 5 Stelle e Sì-Toscana a sinistra.

La nuova versione del progetto Edison prevedeva un terminale di stoccaggio del gas naturale liquido con una capacità di 8 miliardi di metri cubi l’anno, localizzato nella parte sud del complesso industriale Solvay, e un allungamento del pontile per l’attracco non solo di navi metaniere, ma anche di bettoline. La prospettiva di Edison era infatti quella di rispondere alla futura domanda di gas per le grandi navi a gasolio, che avranno lo stop dall’Europa, e i camion ad alta percorrenza. Rosignano, secondo il gruppo energetico, sarebbe stata una location ideale per la vicinanza con i porti di Piombino, Livorno e Genova, e avrebbe potuto essere un hub dell’approvvigionamento navale e terrestre del Gnl. Secondo Edison, inoltre, questo progetto si sarebbe integrato perfettamente con lo stabilimento Solvay che produce soda, rispondendo alle esigenze di gas manifestate da tempo dal gruppo chimico, e avrebbe avuto le potenzialità per attrarre nuove attività industriali.

La partita sul rigassificatore di Rosignano è iniziata 15 anni fa: proposto nel 2002, bocciato dalle istituzioni locali, è stato modificato nel 2005 e ha ottenuto la valutazione d’impatto ambientale (Via) con prescrizioni nel 2010; fino alla modifica del dicembre 2015, quando Edison ha presentato una “revisione alla variante progetto Rosignano”. La Regione Toscana, che dieci anni fa aveva bocciato il progetto con la motivazione (anche) di aver già autorizzato il rigassificatore offshore al largo di Livorno (oggi in funzione), si è mantenuta cauta per mesi, annunciando che avrebbe espresso una valutazione dopo l’esame della nuova versione. La decisione, scontata per molti, è il no definitivo.

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