Dopo 15 anni è ancora scontro sul rigassificatore di Rosignano

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By Federdat Luglio 21, 2017 10:50 Updated

Dopo 15 anni è ancora scontro  sul rigassificatore di Rosignano

Si apre la battaglia Governo-Regione Toscana sul rigassificatore di Rosignano, un investimento da 650 milioni di euro firmato dal gruppo energetico Edison sulla costa toscana a sud di Livorno.

Nei giorni scorsi la Giunta regionale ha espresso all’unanimità parere negativo sul progetto, presentato 15 anni fa e adeguato nel 2015, motivando la contrarietà con i rischi ambientali; venerdì scorso il ministero dell’Ambiente ha riaperto la partita, ritenendo valida la valutazione d’impatto ambientale ottenuta da Edison nel 2010 e dando un sostanziale parere favorevole, seppur con prescrizioni.
La Regione Toscana però non ci sta, ed è pronta a dare battaglia.

«A queste condizioni non firmeremo mai l’intesa col ministero dello Sviluppo economico necessaria per far partire i lavori», fa sapere il presidente Enrico Rossi.

Area industriale a Rosignano solvay (Marka)

I nodi

Il nodo è rappresentato dal deposito di etilene che si trova a Vada, vicino al futuro rigassificatore previsto nella parte sud del complesso industriale Solvay e costituito da un terminal di stoccaggio da 8 miliardi di metri cubi di gas naturale liquido. «La coesistenza dei due impianti è un rischio troppo grosso per l’ambiente, che noi non ci assumeremo mai – afferma la Regione Toscana –. Le prescrizioni ministeriali danno a Edison cinque anni dall’avvio dei lavori per spostare il deposito di etilene, un tempo troppo lungo: se succedesse un incidente in questo periodo, chi ne risponderebbe?».

Da qui la decisione di opporsi all’operazione nella conferenza dei servizi che ora si aprirà. «E se la Presidenza del Consiglio deciderà di scavalcarci e di andare avanti col progetto – fa sapere Rossi – risponderà dei rischi sul territorio che ne deriveranno». Una posizione, quella della Regione Toscana, che trova l’appoggio del sindaco del Comune di Rosignano, pronto a ricorrere al Tar contro la delibera ministeriale.

Dopo 15 anni di polemiche e di scontri, la partita del rigassificatore di Rosignano non è dunque ancora finita, e nei prossimi mesi è destinata a giocarsi sui tavoli del Governo e, con tutta probabilità, nelle aule giudiziarie.

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