Dal Tibet al Ruanda, pasta Divella sempre più internazionale con la logistica

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By Federdat Agosto 5, 2017 12:14 Updated

Dal Tibet al Ruanda, pasta Divella sempre più internazionale con la logistica

Investimenti esteri sulla logistica in Nord America per il gruppo alimentare Divella, che produce e commercializza pasta in tutto il mondo e alle latitudini più lontane, Siberia e Tibet compresi. Il gruppo fondato nel 1890 a Rutigliano, nel barese, studia infatti da qualche mese la possibilità di realizzare, nell’area di New York, una piattaforma logistica per la distribuzione dei suoi prodotti nel mercato nord americano. L’investimento, nell’ordine di qualche milione di euro, è concepito allo scopo di consentire al gruppo – 320 dipendenti, 2 milioni di quintali di pasta prodotta e venduta ogni anno, fatturato 2016 a 326 milioni di euro ottenuto per il 35% all’estero – di poter disporre, per quelle aree, di quantitativi importanti di formati di pasta da conservare a magazzino. Così dei 150 formati prodotti a Rutigliano, verrebbero stoccati nella piattaforma di New York quelli più venduti, semplificando così la logistica negli States.

«Gli unici investimenti esteri ai quali puntiamo – spiega Enzo Divella, uno dei due ad della F. Divella spa – sono solo quelli legati alla logistica. Non potranno mai riguardare quelli produttivi veri e propri perché la nostra pasta è solo made in Puglia ed è irripetibile altrove. A New York – anticipa Divella al Sole 24 Ore – pensiamo ad una piattaforma logistica, ma la fattibilità dell’investimento è legato alla definizione del contesto doganale in atto in quel paese. Non appena le nuove scelte della amministrazione Trump si saranno stabilizzate potremo ragionare a bocce ferme su questo investimento».

Anche se al momento solo progettato, questo investimento sarebbe sicuramente in linea con l’espansione internazionale del gruppo che, quest’anno, aggiungerà altri 5 mercati, in Africa e Asia, ai 112 già serviti. Dopo la pasta venduta anche in Tibet, sul tetto del mondo, in alcuni supermercati della capitale Lhasa e nei resort turistici frequentati dagli occidentali in quel paese, il gruppo è ormai in tutti i continenti. E l’espansione non si ferma.

Nei piani di Divella uno dei paesi target più importanti è l’Indonesia (240 milioni di abitanti), il più grande dopo India e Cina, un mercato nel quale «corriamo – dice Marcello Valentini, export manager della Divella –. Tra i giovani cinesi cresce infatti l’attrazione per il western food ed i nostri margini aumentano grazie anche all’intesa realizzata con Pizza Hut, colosso della ristorazione con migliaia di punti vendita». Insieme all’Asia, la Divella si sta allargando in Africa centrale, in particolare nel Congo, paese tra i più ricchi, nel Ruanda, nel Senegal che si sta lentamente aprendo ai mercati occidentali e nella Tanzania. In quel continente il gruppo ha una base logistica in Kenia, a servizio dei paesi limitrofi ed in particolare dell’Etiopia.

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