Dal prato alla fabbrica in 15 mesi: in Valtellina l’alluminio hi-tech

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By Federdat Marzo 31, 2017 08:47 Updated

Dal prato alla fabbrica in 15 mesi: in Valtellina l’alluminio hi-tech

Dal prato alla fabbrica in 15 mesi. Costruendo a cavallo di due comuni, non distante da un fiume, in un’area soggetta ai vincoli della comunità montana. Tempi “cinesi”, o statunitensi, quelli sperimentati ad Andalo Valtellina (Sondrio) da Carcano, che dimostrano come anche in Italia qualche volta il dialogo con la pubblica amministrazione possa essere virtuoso.

L’investimento è rilevante, oltre 20 milioni di euro per un nuovo impianto di lavorazione dell’alluminio, materiale su cui l’azienda, fondata nel 1880 e diventata uno dei punti di riferimento in Europa per il settore, ha costruito il proprio percorso, non privo di difficoltà.

«La crisi è arrivata anche per noi – spiega il direttore generale Giorgio Bertolini – e ci ha costretto a porre in mobilità 140 persone. Un riassetto che si è però accompagnato ad una nuova tornata di investimenti, fondamentali per la nostra competitività. Ora l’azienda è tornata a produrre utili (oltre cinque milioni nel 2015), con un Ebitda raddoppiato lo scorso anno». Il nuovo impianto di trasformazione dell’alluminio parte con 50 addetti in arrivo dal sito di Mandello del Lario e a regime lavorerà su tre turni. L’azienda è tra i maggiori trasformatori in Europa di alluminio per packaging, con una produzione di 40mila tonnellate all’anno di “foglio”, che in parte vengono trasformate e convertite per gli utilizzi in ambito alimentare e farmaceutico. Strategia che ora può contare sul nuovo processo produttivo, una trilaccatrice e biaccoppiatrice che in grado di operare 24 ore al giorno.

«Per noi – spiega Bertolini – è importante presidiare la fascia più alta del valore aggiunto, il che significa processi produttivi più efficienti e innovazione. Adesso, ad esempio, possiamo contare su una camera bianca da 1200 metri quadri, 12 volte gli spazi precedenti. Gli investimenti sono necessari e proseguiranno: contiamo di saturare l’impianto entro il prossimo anno, ma siamo stati attenti a creare un sito “scalabile”, con altri spazi per crescere».

Perugina (l’involto dei “Baci”) e Lindt, ma anche Bayer e Tetrapack, sono numerosi i nomi “blasonati” che rappresentano gli utenti finali dei prodotti dell’azienda, in grado di sviluppare ricavi per 170 milioni con 472 addetti.

In passato azienda tipicamente familiare, Carcano si è evoluta verso una struttura di governance unica, sposando per necessità la filosofia della public company.

«La mancanza di eredi – aggiunge Bertolini – ha fatto propendere il figlio del fondatore per un lascito testamentario “diffuso”, coinvolgendo il suo braccio destro di allora e una decina di collaboratori. Assetto che resiste ancora oggi e che come si vede non ha affatto frenato gli investimenti, anche grazie ad una elevata patrimonializzazione (il patrimonio netto è oltre la metà del passivo)».

Il sito di Andalo si aggiunge infatti all’impegno da 25 milioni concretizzato nel 2013 per la fonderia a Delebio (Valtellina), sito da cui proviene il foglio di alluminio, che in parte finisce sul mercato, in parte alimenta la produzione a valle. «Il nuovo impianto da 15mila metri – conclude Bertolini – si affianca a quello esistente di Mandello per la parte food e farma. Lo scorso anno i volumi produttivi sono arrivati al nuovo record storico e con questa operazioni abbiamo messo le premesse giuste per poter continuare a crescere. Se le nostre previsioni sono corrette, in prospettiva ci sarà nuova occupazione».

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