Dal Pharma al Food: i big data spingono il business di Antares Vision

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By Federdat Ottobre 24, 2017 11:44 Updated

Dal Pharma al Food: i big data spingono il business di Antares Vision

Dalla gestione della tracciabilità dei farmaci al controllo di altre filiere, come cosmesi e alimentare. Antares Vision è pronta a capitalizzare il know how accumulato in venti anni nella farmaceutica, allargando il proprio raggio d’azione ad altri business grazie al crescente interesse per gli smart data sui mercati. L’azienda, fondata nel 2007, ha alle spalle dieci anni di crescita ininterrotta: l’anno scorso i volumi sono aumentati del 30% (il fatturato sfiora ormai i 100 milioni) mentre il numero dei dipendenti salirà a fine anno di altre 75 unità, superando quota 400. «Siamo nati nel 1998 come spin off di ricerca – spiega Andrea Zorzella, presidente e cofondatore insieme a Massimo Bonardi -. Dopo dieci anni di tentativi di sviluppo in diversi ambiti, abbiamo deciso di focalizzarci sull’industria farmaceutica, dove esiste un’esigenza di natura normativa più avanzata».

Oggi Antares Vision è leader mondiale nella fornitura di tecnologie di ispezione visiva, di tracciatura e nella gestione dei dati nell’industria farmaceutica, con circa 1.200 linee di produzione installate in 50 diversi paesi nel mondo. «L’Italia rappresenta il 15% del mercato – spega Zorzella -: siamo fornitori di cinque dei dieci principali big pharma, con sedi in Francia, Usa, Germania, Brasile e Corea del Sud, oltre che in Italia dove sono dislocate le nostre unità operative». Per la fine dell’anno è prevista una nuova apertura in India e di un centro di ricerca in Irlanda. La produzione avviene in Italia nelle tre sedi di Travagliato (in provincia di Brescia), Aprilia (Latina) e Parma. «Siamo fornitori di soluzioni chiavi in mano che includono sia componentistica, dispositivi e macchine, che parte dei sistemi di supervisione – prosegue Zorzella -. Una soluzione capace di guardare alle verifica del prodotto, la sua qualità, integrità e rintracciabilità, dal produttore passando per la filiea distributiva fino al consumatore».

Nel 2016 l’azienda ha realizzato un fatturato di 58,5 milioni (erano 45,3 nel 2015) con un ebitda di 13,2 milioni e un utile netto di 9,3 milioni. Nel 2017 il fatturato dovrebbe raggiungere i 100 milioni. Dopo dieci anni di crescita costante l’azienda conferma la necessità costante di adeguare l’organico, che richiede una formazione interna specifica e costante. «Il 60% dei nostri dipendenti è laureato – spiega Zorzella -, i diversi ambiti in cui operiamo richiede figure uniche: abbiamo bisogno di competenze nella progettazione meccanica ed elettrica, nella progettazione di software, nella gestione dati. Per questo investiamo molto nella formazione multidisciplinare».

In poco tempo l’azienda è riuscita a essere numero uno nella filiera della farmaceutica e ora è pronta a cogliere le opportunità di rendere fruibili le tecnologie anche a mercati adiacenti a quello farmaceutico, concentrandosi su nuovi settori come food & beverage, dispositivi medicali e cosmetico, facendo leva su tecnologie, esperienze e referenze sviluppate nel mercato farmaceutico. «Abbiamo fissato obiettivi per il futuro sia a breve che lungo termine, continuando ad investire: i produttori, i consumatori e gli enti regolatori richiedono sempre più che i prodotti immessi sul mercato siano garantiti per la qualità, l’integrità e l’autenticità – conclude Zorzella -. Le nostre soluzioni sono pronte per assicurare e certificare questi requisiti».

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