Dal governo sostegno all’audiovisivo per far crescere il Paese

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By Federdat Luglio 11, 2017 08:10 Updated

Dal governo sostegno all’audiovisivo per far crescere il Paese

L’impegno sull’audiovisivo è «coerente con la missione che abbiamo: vale a dire portare l’Italia all’estero e l’estero in Italia. E questo vale per la cultura, per i servizi, per l’industria. Del resto siamo un Paese maturo, con tassi di crescita limitati o stabili a meno che non si incrocino i tassi di crescita esistenti nel mondo». Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha spiegato così, durante la conferenza stampa di presentazione, l’impegno da parte del Mise sul Mercato Internazionale Audiovisivo (Mia): la convention dedicata ai produttori e i distributori di film e serie tv organizzata da Anica e Apt (Associazione produttori televisivi) insieme alle associazioni di categoria e imprenditori del settore audiovisivo.

Il Mia si svolgerà a Roma dal 19 al 23 ottobre in nuove location: quelle del “distretto” di Piazza Barberini, da Palazzo Barberini all’Hotel Bernini Bristol, al Cinema Barberini. «Grazie alla nostra presenza strategica tra il Mipcom di Cannes e l’American Film Market, abbiamo riunito nelle precedenti edizioni 1.500 accreditati, fra produttori e distributori, da 58 Paesi», ha spiegato il direttore editoriale, Lucia Milazzotto.

Tra le sezioni: Mia Cinema, vetrina e mercato di coproduzione che ha accompagnato fino alle realizzazione, più del 50% dei progetti selezionati; Mia Tv, che vuole favorire partnership e nuove possibilità di business; Mia Doc, piattaforma a sostegno delle coproduzioni e della distribuzione dei documentari.

«Avevamo pensato a un impegno almeno triennale e continueremo a finanziarlo, lo metterò nel budget della legge di bilancio per l’anno successivo», ha aggiunto il ministro Calenda chiarendo subito, come per il settore fieristico, che «è importante puntare su una cosa senza farsi competizione gli uni con gli altri». L’eventuale rivalità con il mercato della Mostra del Cinema di Venezia pende sul discorso come una spada di Damocle, ma «mi sembra abbiano vocazioni differenti», taglia corto il ministro. Comunque «se in quattro o cinque anni ci accorgessimo che il Mia non funzionasse, saremmo pronti a chiuderlo, ma non mi pare sia ciò che sta accadendo».

A ogni modo, serve «gioco di squadra di cui in Italia si parla spesso ma che si pratica poco», dice dal canto suo Francesco Rutelli. Per l’attuale presidente dell’Anica c’è piuttosto da considerare il valore dell’iniziativa in cui prende corpo una necessaria «sinergia fra cinema e audiovisivo». Quella sinergia e quei “collegamenti” che forse ancora mancano visto quanto successo, come segnalato da Giancarlo Leone, presidente Apt (produttori televisivi indipendenti), con la manovrina e il nuovo regime di split payment, penalizzante per i produttori tv. Estende infatti anche alla Rai, così come a società quotate (Mediaset) gli obblighi dello split payment, meccanismo istituito nel 2015 con la legge di Stabilità per le operazioni nei confronti degli enti pubblici.

Per frenare l’evasione dell’Iva, si pensò di far sì che la Pa pagata con fattura debba trattenere l’Iva per versarla direttamente all’Erario. Con il Dl 50/2017 ciò è stato previsto anche quando i soggetti passivi sono società controllate direttamente dalla Presidenza del consiglio dei ministri e dai Ministeri, oppure quando si tratta di società quotate inserite nel Ftse Mib. «L’abbiamo posto come problema a Palazzo Chigi dove ritengo di aver trovato sensibilità sul tema».

L’impegno sul Mia c’è anche da parte della Regione Lazio: «Quest’anno – ha spiegato il governatore Nicola Zingaretti –saremo presenti al Mia con un contributo diretto, e presenteremo la seconda tranche, che vale 5 milioni, del bando Lazio Cinema International a sostegno delle produzioni internazionali».

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