Dal bonus mobili oltre 3 miliardi di acquisti in due anni e mezzo

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By Federdat Aprile 6, 2017 09:41 Updated

Dal bonus mobili oltre 3 miliardi di acquisti in due anni e mezzo

Sabato pomeriggio, quando il premier Paolo Gentiloni visiterà il Salone del Mobile di Milano, il bonus mobili sarà in cima alla lista degli argomenti da affrontare durante l’incontro con il presidente di FederlegnoArredo Emanuele Orsini. È una misura fiscale che permette di detrarre dall’Irpef il 50% del prezzo d’acquisto degli arredi abbinati ai lavori di ristrutturazione, e ha giocato un ruolo determinante nella ripartenza del mercato interno dell’arredamento. Mercato che, dopo un crollo di quasi il 40% tra il 2007 e il 2014, ha invertito la rotta nel 2015 e registrato un importante consolidamento l’anno scorso, con una crescita del 3,1% a quota 9,8 miliardi di euro.

Secondo i dati delle dichiarazioni dei redditi 2016 (anno d’imposta 2015), nei due anni e mezzo della sua applicazione il bonus è stato utilizzato da 573mila contribuenti italiani, che hanno generato acquisti di mobili e grandi elettrodomestici per un totale di 3,14 miliardi di euro, con una spesa media di 5.472 euro. Un ottimo risultato, secondo il presidente di FederlegnoArredo, che evidenzia come questi numeri si siano tradotti in aziende salvate dal fallimento, soprattutto quelle più piccole e piccole, che nel mercato italiano hanno ancora il loro bacino di consumi principale. Senza contare i posti di lavoro messi in sicurezza: 10mila solo nel primo anno e mezzo.

L’ANDAMENTO DEI BENEFICIARI DEL BONUS MOBILI ABBINATO AI LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE
Variazione % 2015-13. (Fonte: elaborazione Sole 24 Ore su dati Statistiche fiscali, dip. Finanze)

L’analisi del Sole 24 Ore sui dati ufficiali evidenzia tuttavia un leggero calo (o, meglio, un assestamento) dei nuovi beneficiari della detrazione: nel 2014 se ne erano aggiunti 202mila, nel 2015 sono stati 197mila (-2,8%). Nello stesso anno, però, la spesa portata in detrazione è comunque aumentata (+4,1%), così come l’importo medio dello sconto fiscale, pari a 297 euro, per una spesa media di 5.940 euro.

L’impressione, insomma, è che il bonus mobili abbinato alle ristrutturazioni abbia trovato una propria dimensione naturale e che le regole, così come sono definite, non consentano una grande crescita ulteriore. Del resto, tra il 2013 e il 2015 l’utilizzo del bonus mobili è cresciuto meno della detrazione sui lavori edilizi, cui deve essere per forza abbinato (+13,7% contro +17,5%): un altro elemento su cui meditare.

LA MAPPA
La distribuzione territoriale dei beneficiari del bonus mobili. (Fonte: elaborazione Sole 24 Ore su dati Statistiche fiscali, dip. Finanze)

Va detto anche che l’uso dell’agevolazione è rimasto praticamente invariato nel 2015 in alcune zone strategiche come la Lombardia, da dove arriva un quinto dei beneficiari, mentre – a livello reddituale – è addirittura cresciuto del 6,8% nella fascia tra i 29mila e i 55mila euro, quella intermedia.

Il presidente di FederlegnoArredo mette però l’accento sull’aspetto positivo di questi dati: un bonus costantemente intorno ai 200mila nuovi beneficiari l’anno sarebbe un traino importante per il settore. «Ma per sfruttarne pienamente le potenzialità, strumenti di questo genere devono avere una certa durata nel tempo – osserva Orsini –. Il bonus si è rivelato un sostegno formidabile per l’economia e per l’occupazione, a costo zero per lo Stato».

Per questo FederlegnoArredo chiederà al Governo una sua stabilizzazione, ma anche un suo rafforzamento. A partire dal recupero della detrazione destinata alle giovani coppie, che – introdotta nel 2016 e già eliminata a fine anno – ha avuto troppo poco tempo per mettere in moto concreti benefici per l’economia. Così come l’estensione dell’incentivo a porte e pavimenti in legno (finora esclusi da qualsiasi detrazione) e l’eliminazione del vincolo – introdotto con la proroga a fine 2017 – secondo cui i lavori cui viene abbinato l’acquisto degli arredi devono essere iniziati dal 2016 in poi.

«Il bonus serve solo se è un meccanismo veloce e semplice. Se quando lo leggi, ne capisci i requisiti e cosa fare per accedere. Ma soprattutto che, ad ogni rinnovo, non ci sia sempre quella parola in più che ne restringe il perimetro o ne modifica sostanzialmente le condizioni». Per Jacopo Antoniazzi, general manager di Ever Life Design, specializzata in rubinetterie e arredo bagno (8 milioni di fatturato, per il 65% sul mercato italiano, e 28 addetti), il bonus è «parzialmente positivo». «Noi ci siamo affacciati tardi – spiega – all’export. Ma è quello che tira. Il bonus non ci fa perdere terreno in un mercato ancora poco dinamico. Però, va comunicato in maniera semplice, i pagamenti devono essere semplici. Se non è l’architetto a proporlo, il cliente spesso non ne sa nulla. E averlo tolto alle giovani coppie – conclude Antoniazzi – è un errore, perché è proprio sulla giovane clientela, più preparata e che deve mettere su casa per la prima volta, che si doveva puntare».
Ma anche chi non vende al privato e fa contract guarda comunque al bonus con qualche interesse. Per Roberto Cerantola, titolare di Colos (19 milioni di fatturato e 50 addetti, specializzata in commesse su ordinazione di sedie e sedute, per il 90% all’estero) «L’Italia rappresentava, dieci anni fa, per noi, il 50% del mercato. Oggi arriva al 10 per cento. La soluzione per tornare? Estendere bonus e incentivi alle attività commerciali e ricettive. Hotel, ristoranti, strutture ricettive e negozi. Certo costerebbe. Ma sarebbe un investimento in connessione con l’edilizia e il turismo».

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