Crisi Russia-Ucraina, gas e forniture: la situazione italiana

redazione
By redazione Febbraio 28, 2022 10:34

Tra le tante preoccupazioni legate all’apertura del conflitto tra Russia e Ucraina, ad aumentare, con il passare dei giorni e dell’intensificarsi dei combattimenti, è quella sulle forniture di gas. Fonti del Mite riportate dalla stampa citano una condizione di “pre-allarme” come accaduto in occasione del freddo dell’inverno 2017. La situazione energetica nazionale viene monitorata costantemente e contestualmente si verifica un “un riempimento dello stoccaggio anticipato” rispetto a quanto accade solitamente nello stesso periodo dell’anno.  Gli stoccaggi sono oggi più pieni rispetto alla media europea con una domanda più bassa e solo la scorsa settimana è stato stabilito un incremento di 2,2 miliardi di metri cubi, fino a circa 5 miliardi di metri cubi totali. Il consumo è di 70-80 miliardi di metri cubi di gas all’anno e 18 miliardi di metri cubi di stoccaggio ed il 45% del metano estero importato proviene dalla Russia.

Il Governo italiano sta intanto pensando alle soluzioni per far fronte ad un’eventuale crisi energetica, come la riapertura delle centrali a carbone, i nuovi rigassificatori e l’aumento di produzione di gas nazionale. L’obiettivo sarà quello di produrre, appunto, del gas che sia “più gestibile e meno caro” a detta del presidente Draghi. Oltre che dalla Russia, il gas arriva in Italia anche dall’Algeria, dalla Tunisia e dall’Azerbaijan attraverso il gasdotto Tap. Un’altra mossa sarà quella di rafforzare le capacità dei gasdotti, così come l’utilizzo del gnl (gas naturale liquefatto). Si guardano anche le centrali a carbone e si contempla la possibilità di riaprirne altre, oltre al potenziamento di meccanismi di stoccaggio comune del gas in ambito comune europeo. Nel lungo periodo si valuta un’accelerazione per lo “sviluppo delle fonti rinnovabili”.

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