Credito, la Bei apre in Italia il mercato del quasi-equity

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By Federdat Maggio 6, 2017 10:35 Updated

Credito, la Bei apre  in Italia il mercato del quasi-equity

La Bei entra anche in Italia nel mercato del “quasi-equity”. EPS s.r.l., società del Gruppo EPS leader tecnologico nei sistemi di stoccaggio di energia e microreti, ha ottenuto nei giorni scorsi dalla Banca europea degli investimenti un finanziamento innovativo sotto il cappello del Piano Juncker: un prestito con garanzia EFSI a cinque anni senza ammortamento, da 30 milioni di euro con prima tranche da 10 milioni agganciata ai warrant della controllante francese e le due successive tranche da 10 milioni l’una con tiraggio condizionato al raggiungimento di target prefissati su fatturato e ordini.

Questo finanziamento, che non ha precedenti in Italia, amplia la gamma degli strumenti a disposizione della Bei per finanziare le imprese piccole non in crisi ma con prospettive di crescita e non ancora “bancabili”. La Banca, che non può entrare direttamente nel capitale di un’azienda, si avvicina al capitale di EPS senza diluizione per gli azionisti: è un’operazione rompighiaccio che promette di divenire in Italia la prima di una serie, con una pipeline che conta già una quindicina di aziende italiane interessate e potenzialmente candidabili.

«Con questo tipo di prestito quasi-equity, la Bei riesce ad assumersi un rischio paragonabile a quello dell’ingresso diretto nel capitale di un’azienda ancora non bancabile. In questo modo la Bei finanzia la ricerca e lo sviluppo e i piani di investimento di qualsiasi impresa, centrando uno dei principali obiettivi del Piano Juncker», ha commentato Dario Scannapieco, vicepresidente della Bei, aggiungendo che con il prestito all’EPS «per la prima volta in Italia la Bei può assumersi un rischio maggiore per aumentare il valore aggiunto dei suoi interventi a favore delle imprese nel settore dell’energia».

Questo prestito Bei, che rientra nelle operazioni-quadro EGFF (European growth finance facility), ha una dimensione che è quattro volte il fatturato di EPS ma è strutturato in modo tale da alleviare l’azienda dal pagamento di interessi sulla prima tranche: i primi 10 milioni di euro sono senza interessi ma riconoscono alla Bei una quota di warrant equivalente al 6,3% del capitale della casamadre Electro Power Systems S.A. quotata sul mercato regolamentato Euronext di Parigi: la conversione dei warrant in cash o la vendita dei warrant verrà fatta dalla Bei al quinto anno, alla scadenza del prestito. Nel caso in cui la Bei dovesse registrare una perdita nel rimborso del capitale, scatterà la garanzia dell’EFSI che si accollerà il 50% della perdita. Il patrimonio della Bei non è dunque a rischio.

Le seconda e terza tranche da 10 milioni l’una, e ciascuna della durata di 30 mesi, riconoscono un tasso d’interesse fisso rispettivamente del 7% e del 5% ma l’EPS potrà effettuare i due tiraggi solo dopo aver centrato target prefissati sul fatturato che dovrà crescere a un ritmo sostenuto. La profittabilità dell’azienda finanziata con il quasi-equity è un pilastro di questo tipo di finanziamento per la Bei dovrà generare un ritorno complessivo tra il 10% e il 15%. La filosofia dietro questa operazione è consentire alla Bei di finanziare lo sviluppo di un’impresa dove le banche commerciali non arrivano ancora.

Le aziende che possono attingere a questa particolare linea di credito non sono ancora bancabili, ma non sono neanche start-up pure in quanto, come EPS, devono essere state già finanziate con venture capital ed avere già un prodotto in circolazione o lo stanno per lanciare. Il Gruppo Electro Power Systems (EPS) per esempio è nato nell’ottobre 2013 dallo spin-off del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano e di Torino. La sua mission è trasformare le fonti rinnovabili, per definizione intermittenti, in una fonte di energia stabile, attraverso un innovativo sistema ibrido di accumulo di energia che sfrutta le batterie e l’idrogeno a seconda delle necessità protetto da 125 brevetti in 48 paesi. «Rappresentiamo un target nuovo per la Bei, siamo un’azienda nata 3 anni fa da due centri di ricerca universitari a Torino e Milano, ma che nell’ultimo anno è cresciuta di 18 volte in termini di ricavi, e del 50% in termini di risorse umane. Crescita che dobbiamo ai nostri clienti e partner che oggi sono grandi player: Enel e Terna – ha commentato Carlalberto Guglielminotti, ceo di EPS – . Questa nuova focalizzazione della BEI sull’innovazione e la crescita, riesce a valorizzare ancor di più quanto fatto in passato»

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