Corsa contro il tempo per salvare i lavoratori di Honeywell

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By Federdat Novembre 22, 2017 10:12 Updated

Corsa contro il tempo per salvare i lavoratori di Honeywell

Riconversione industriale o nuovi acquirenti: si lavora per scongiurare la messa in mobilità dei 420 dipendenti dello stabilimento Honeywell di Atessa, che l’azienda ha previsto per aprile 2018, quando sarà conclusa la procedura di solidarietà. Il ministro Carlo Calenda, nell’incontro con i rappresentanti della Regione Abruzzo e dei sindacati, ha ribadito il suo impegno per percorrere tutte le strade in grado di scongiurare la chiusura dell’impianto, uno dei tre che la proprietà franco-americana ha in Italia e che produce termocompressori per i motori diesel destinati alle maggiori case automobilistiche.

Il primo passo di questo percorso è l’istituzione presso il Mise di un tavolo permanente che gestisca la crisi, al quale partecipano enti locali e parti sociali, che torneranno a incontrarsi a Roma lunedì 4 dicembre.
Nel frattempo, il ministro sentirà i vertici italiani dell’azienda, che finora hanno rinunciato a ogni tipo di dialogo e, nei giorni scorsi, hanno ufficializzato la volontà di chiudere il sito abruzzese, «che da diversi anni si trova ad affrontare problemi di sovraccapacità e di competitività a causa del declino dei motori diesel e della crescente concorrenza internazionale». Secondo i sindacati, invece, la chiusura di Atessa dovrebbe coincidere con l’apertura di uno stabilimento gemello a Presov, in Slovacchia.

«Il ministro – dichiara Rocco Palombella, segretario generale della Uilm – ha ribadito la disponibilità piena del governo a sostenere programmi di investimento in innovazione e ricerca per mantenere l’attività dello stabilimento in provincia di Chieti. A nostro giudizio si tratta della scelta migliore per scongiurare il rischio di disoccupazione».

«Se la fabbrica chiude il Frentano perde 4 milioni di euro – spiega Mario Pupillo, presidente della Provincia di Chieti – e per noi sarebbe una catastrofe, sociale ed economica».
La priorità è quella l’attività dell’azienda oltre la data di aprile prossimo, allungando gli ammortizzatori sociali ai dipendenti Honeywell (la metà dei quali sono rientrati al lavoro dopo due mesi di sciopero, ndr.) per altri sei mesi e garantendo lavoro a quelli dell’indotto, circa 150. Il tempo minimo necessario per attrarre nuovi investitori, che potrebbero godere anche delle risorse pubbliche previste per la creazione della Zes, la zona economica speciale, che si andranno a sommare a tutte le misure di incentivazione che il ministro Calenda aveva offerto ad Honeywell.

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