Concordato in bianco per la Guerrato, in attesa di un socio forte

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By Federdat Luglio 18, 2017 08:17 Updated

Concordato in bianco per la Guerrato, in attesa di un socio forte

Un debito per 60 milioni di euro e una mancata pianificazione finanziaria adeguata ha costretto la Guerrato, gruppo industriale di Rovigo specializzato in impiantistica speciale per ospedali e grandi opere civili, a chiedere al Tribunale di Rovigo istanza di pre-concordato, ovvero la procedura di quello che viene comunemente chiamato concordato in bianco. Nonostante un fatturato di 90 milioni (per 400 addetti), l’azienda è creditrice nei confronti soprattutto della pubblica amministrazione a medio e lungo termine, cioé con tempi di pagamento medi di 180-200 giorni.

Impensabili per i 400 fornitori (molti di energia) che la società veneta si è trovata a dover pagare negli ultimi due anni. Le banche finanziatrici hanno chiesto il rientro dei capitali, impegnandosi a reinvestire nell’azienda, a patto di fare una ristrutturazione del debito.

Ora la Guerrato può operare in continuità aziendale e ha 180 giorni di tempo per presentare un piano di ritrutturazione del debito, per cui sono già stati nominati come advisor finanziari gli esperti di Kpmg, e un piano industriale che possa non solo soddisfare le banche già finanziatrici in precedenza – Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps e Banca Annia – ma anche favorire l’ingresso di nuovi capitali.

«Il piano può reggere appieno – spiega il presidente del gruppo Gaetano Tedeschi, in carica da due mesi e mezzo – perché il portafoglio ordini per il futuro è consistente, circa 780 milioni di euro. Questo percorso si è reso necessario, anche alla luce della possibilità di un parternariato con un socio esterno. Attualmente abbiamo contatti sia con una società finanziaria che con due gruppi industriali».

L’interesse sulla Guerrato, infatti, negli ultimi due anni si è fatto consistente sia da parte di gruppi italiani – per qualche tempo si parlò di acquisizione da parte della Manutencoop di Bologna – sia da parte di gruppi stranieri – gravitavano nomi come il gruppo francese Edf, o i gruppi tedeschi Dussmann e Bilfinger – o di fondi internazionali. Del resto, l’azienda rodigina resta fiore all’occhiello del settore dell’impiantistica, con commesse importanti: Consip resta il cliente principale, con commesse per un valore complessivo di 400 milioni, ma poi ci sono ospedali, fiere, Asl, Cento Stazioni, Grandi Stazioni, e molte altre opere pubbliche, sia in Italia che all’estero.

Sul buon esito del percorso intrapreso, la Guerrato, che resta sotto il totale controllo della famiglia che ne dà il nome, è ottimista.

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