Codice a barre per l’Italia in Cina

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By Federdat Marzo 25, 2017 14:19 Updated

Codice a barre per l’Italia in Cina

I sistemi di codice a barre anche per le aziende italiane che decidono di saltare sulle piattaforme digitali di Alibaba. Un passaggio essenziale per fare in modo che i prodotti vengano identificati con certezza quando passano dall’industria alla distribuzione e poi ai consumatori cinesi.

Alleanza tra Gs1 e Alibaba per sensibilizzare le aziende italiane ad adottare gli standard Gs1 che permettono di allineare anagrafiche e informazioni di prodotto e gestire il flusso delle vendite in modo efficiente e sicuro. Oggi sono oltre un migliaio i marchi italiani presenti sulle piattaforme di e.commerce di Alibaba e 150 le aziende italiane che hanno aperto un negozio su Tmall o Tmall Global.

Gs1 Italy è l’associazione che riunisce 35mila imprese di beni di consumo e offre varie soluzioni, tra cui il codice a barre, usato in Italia e in 150 paesi. Gs1 Italia è una società no profit.

Alibaba Group è invece il più grande marketplace per il mobile e online e.commerce con un fatturato di 485 miliardi di dollari nel 2015. Alibaba non vende direttamente ma tramite un’infrastruttura tecnologica e di marketing. Conta in Cina un bacino di 443 milioni di utenti attivi.

Perchè quest’accordo? «Si tratta di una sorta di polizza di garanzia – spiega Bruno Aceto, ceo di Gs1 Italia e presidente di Gs1 Europa – per gli acquisti di prodotti italiani offerti a 443 milioni di consumatori cinesi che fanno shopping sulle piattaforme di Alibaba». I codici Gs1 si applicano per lo più ai prodotti di largo consumo, alle specialità farmaceutiche e anche ad alcuni settori tecnici, compresa la sensoristica.

Oggi delle 150 aziende italiane operanti sulle piattaforme Alibaba «solo le più grandi utilizzano i codici di codifica – aggiunge Aceto -. Si tratta di estenderne l’utilizzo anche alle piccole. Soprattutto alle imprese che hanno aspettative di crescita in Cina e che si apprestano ad entrarvi».

Per Rodrigo Cipriani Foresio, managing director Alibaba per il Sud Europa, «siamo certi che questo accordo sosterrà ulteriormente gli scambi commerciali col mercato cinese, aumentando le opportunità di business con i 443 milioni di acquirenti che utilizzano, ogni anno, le nostre piattaforme. I consumatori cinesi si fanno sempre più sofisticati e guardano con crescente interesse ai prodotti internazionali, e italiani in particolare, sinonimo di qualità e di autenticità. Questa intesa che promuove la diffusione di standard Gs1 permetterà loro di acquistare i nostri prodotti in un modo ancora più sicuro e trasparente».

La partnership appena siglata segue l’accordo globale dello scorso settembre, tra Alibaba Group, Gs1 e Gs1 China, con cui il leader cinese dell’e-commerce ha aderito agli standard Gs1 Global trade item number e Global data synchronisation network. La società di Jack Ma ha poi invitato le aziende proprietarie dei brand a fare altrettanto, per dare una “carta d’identità” unica e condivisa ai loro prodotti venduti nell’e-commerce globale e condividere online ogni informazione di prodotto.

Gs1 Italy e Alibaba Italia svilupperanno una serie di iniziative di comunicazione e di marketing per migliorare la conoscenza delle aziende italiane delle soluzioni Gs1 adottate dal portale cinese: il codice a barre Gtin per identificare ogni prodotto in maniera univoca, il Gs1 Gdsn, lo standard alla base di Allineo (strumento per allineare le informazioni di prodotto tra industria e distribuzione) e Immagino, il servizio di digital brand content management di Gs1 Italy che permette di scambiare online immagini e informazioni complete e dettagliate dei prodotti.

I codici Gs1 combattono le contraffazioni? «Aiutano moltissimo – risponde Aceto – perchè permettono di capire di quale prodotto stiamo parlando». Ma «bastano poche centinaia di euro l’anno – sottolinea il ceo – per aderire al sistema Gs1 ed entrare nella grande distribuzione e nell’e.commerce. Un prezzo irrisorio a fronte delle aspettative di crescita che le imprese italiane nutrono per cogliere le opportunità offerte dal mercato cinese. E se finora i player internazionali sono stati più veloci di noi, questa è un’occasione per recuperare il tempo perduto».

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