Cina e Russia spingono l’export

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By Federdat Marzo 24, 2017 11:36 Updated

Cina e Russia spingono l’export

Quarto mese consecutivo in crescita per l’export extra-Ue, tuttavia in deciso rallentamento rispetto al balzo (+19,7%) di gennaio. La crescita tendenziale del made in Italy a febbraio è del 3,6%, progresso che lieviterebbe quasi al 6% – spiega l’Istat – tenendo conto del calendario meno favorevole.

Su base mensile c’è invece una contrazione, legata però a fattori estemporanei quali la la forte contrazione dell’energia e il venire meno, rispetto a gennaio, di rilevanti vendite di navi.

Il confronto annuo è invece al contrario spinto al rialzo proprio dal comparto energetico, con valori riesportati quasi raddoppiati (+74,8%) per effetto della crescita su base tendenziale dei listini.

Al netto dell’energia il progresso annuo del made in Italy è limitato all’1,7%, grazie ad un contributo rilevante in arrivo in particolare dalla Cina, i cui acquisti crescono del 31,6%.

Altra conferma positiva è quella dei due grandi ex “malati”, Russia e Brasile, dove la ripresa delle vendite pare consolidarsi. Per Mosca gli acquisti di made in Italy lievitano del 25,6%, per l’area Mercosur (“proxi” del Brasile in attesa dei dati definitivi per singolo paese) la crescita è del 9,2%.

In progresso anche gli Stati Uniti, pur se in deciso rallentamento rispetto a gennaio, e risultati positivi anche da India e Giappone.

Le note dolenti sono al momento limitate, con un calo del 9,3% in Turchia e una frenata corale di oltre sei punti per il Medio Oriente, del 4,4% per l’Africa settentrionale.

TENDENZIALI
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In termini assoluti per le aziende nel mese l’incasso aggiuntivo dai mercati extra-Ue è poco più di 500 milioni, a quota 14,96 miliardi di euro.

Quasi interamente ascrivibile all’energia è anche il balzo delle importazioni, in progresso globale dell’11,9%, di appena lo 0,6% per la componente manifatturiera, che vede in calo beni di consumo e intermedi.

L’avanzo commerciale, che risente di un greggio più caro rispetto allo scorso anno, si rice nel mese a 1,7 miliardi di euro, quasi un miliardo in meno rispetto allo stesso mese 2016. In lieve aumento (4,49 miliardi) è invece l’avanzo per la componente manifatturiera.

CONGIUNTURALI
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