Cibernetica e sensori per rendere «smart» gli edifici

Federdat
By Federdat Aprile 10, 2017 09:40 Updated

Cibernetica e sensori per rendere «smart» gli edifici

Una tecnologia «di proprietà», coperta da un brevetto europeo in fase di riconoscimento in 150 paesi. Quattro collaboratori diventati 15 in un anno e l’ambizione di affermarsi come la start-up in grado di trasformare edifici con bollette energetiche sopra i 100mila euro in locali smart. Enerbrain è nata a Torino, start-up innovativa fondata da quattro soci, incubata al Politecnico e con sede in un’antica villa sulle colline. In agenda collaborazioni importanti con Fca e gruppi della Gdo, un progetto realizzato negli spazi commerciali del Lingotto di Torino e una sperimentazione su misura per il teatro Carignano.

Il sistema è composto da attuatori collegati alla rete tradizionale di riscaldamento e raffreddamento, in grado di raccogliere ed elaborare dati rilevati grazie ad una serie di sensori che misurano tre parametri: temperatura, umidità e CO2. «Con questo sistema si riesce a calibrare in maniera precisa e costante la produzione di calore o il livello di raffreddamento adattandoli, in tempo reale, alle condizioni ambientali e alla concentrazione di pubblico presente» spiega il ceo Giuseppe Giordano.

Il risparmio stimato raggiunge il 30% sui consumi con un abbattimento di emissioni e costi a carico della struttura. la metà dei risparmi ottenuti si traduce in maggiori risporse disponibili per il cliente, l’altra metà va a remunerare l’investimento fatto sul campo da Enerbrain. Su questo si basa il business model sviluppato dalla società torinese: proporre un sistema a costo zero che tagli i costi delle forniture di elettricità e gas, senza interventi strutturali sugli impianti esistenti, che entri a regime e produca risultati economici un’ora dopo l’implementazione.

«Oggi guardiamo all’estero, Francia, Svizzera, Germania e poi gli Stati Uniti – elenca Filippo Ferraris, uno dei co-fondatori di Enerbrain insieme a Marco Martellacci, fisico e “padre” del progetto, Mauro Dulla e Maximiliano Mancin – e puntiamo a un fatturato a quota 3 milioni di euro quest’anno». Il vantaggio di mercato per Enerbrain? «Il fatto che i grandi operatori nel settore siano poco interessati ad operare per ottimizzare l’esistente. Agli impianti tradizionali manca la regolazione automatica e la capacità di leggere i dati ambientali in tempo reale. Con il nostro sistema, basato su cibernetica e sensori, questo intervento diventa possibile».

Gli ambienti ideali per implementare la tecnologia Enerbrain sono le aree commerciali e gli aeroporti. «Nel nostro modello di sviluppo – spiega Alessandra Mura direttore Sales and marketing – abbiamo definito in una prima fase gli spazi commerciali e gli aeroporti come target privilegiato, passeremo poi a cinema e teatri fino ad arrivare al residenziale».

© Riproduzione riservata

Argomenti:
Federdat
By Federdat Aprile 10, 2017 09:40 Updated