Chimica verde: senza Aia si ferma Porto Torres

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By Federdat Luglio 22, 2017 11:29 Updated

Chimica verde: senza Aia  si ferma  Porto Torres

La proroga per l’utilizzo della centrale elettrica a olio combustibile non arriva in tempo e a Porto Torres si fermano gli impianti della chimica verde. Da venerdì Versalis ha proceduto alla fermata dell’impianto elastomeri del sito produttivo di Porto Torres che impiega circa 245 persone dirette cui si aggiunge l’indotto. Una decisione che ha spinto i sindacati a chiedere subito un incontro con Eni, Versalis, Matrica e Syndial per minimizzare i tempi di fermo e trovare una rapida soluzione. L’obiettivo è far ripartire gli impianti a settembre.

«Nella giornata di giovedì ci è stata comunicata la decisione da parte di Versalis di procedere alla fermata, a partire da venerdì, dell’impianto Elastomeri – scrivono Gianfranco Murtinu, Luca Velluto, Giovanni Tavera, rispettivamente segretari provinciali di Sassari di Filctem, Femca e Uiltec- . Tale decisione sarebbe stata presa per far fronte all’ineluttabile fermata della centrale elettrica della stessa Versalis poiché, il 27 luglio, scadrà l’autorizzazione Aia per l’esercizio di quest’ultima».

Un fatto che per sindacati e lavoratori ha l’effetto di una doccia fredda. Proprio perché negli ultimi mesi anche i rappresentanti delle istituzioni regionali hanno annunciato un’evoluzione positiva del progetto “Chimica verde” in corso dal 2011. «Riteniamo una simile decisione – scrivono ancora i sindacati – non ammissibile dal punto di vista industriale: mentre discutiamo, a tutti i livelli sindacali, istituzionali e aziendali sul rilancio degli investimenti nella chimica verde, ci ritroviamo con l’intero sito produttivo fermo e in stallo per la mancanza di un’autorizzazione che, a nostro avviso, doveva essere conseguita con più ben largo anticipo».

In ballo non c’è solo la proroga per l’utilizzo dell’impianto a olio combustibile ma anche il progetto per la costruzione di una nuova caldaia a gas. I sindacati manifestano anche qualche altra perplessità e preoccupazione. Ossia, il «probabile allungamento a novembre 2017 (e inizialmente stimato sino a settembre) della fermata per interventi straordinari degli impianti P01 e P02».

C’è anche l’aspetto ambientale: «La mancanza di vapore in pressione, legato allo spegnimento della centrale – scrivono ancora i tre segretari -, può causare gravi problemi di gestione agli impianti di bonifica dell’acqua di falda (Taf) gestiti da Syndial e che garantiscono la tenuta ambientale del sito».

Inevitabile la preoccupazione delle maestranze e delle organizzazioni sindacali che sollecitano da tempo un rilancio del settore. «È necessario che Versalis e la corporate Eni si attivino immediatamente, a tutti i livelli, con le istituzioni competenti per consentire il riavvio, in tempi stretti e certi, della centrale e delle produzioni oltre che della messa in opera del cantiere per la costruzione della Caldaia sostitutiva, in grado di risolvere definitivamente il problema delle autorizzazioni».

La mobilitazione non si ferma qui. «Lunedì – ribadisce Gianfranco Murtinu – invieremo una richiesta di incontro al prefetto di Sassari, perché la preoccupazione è elevata e a rischio c’è un intero sistema produttivo e di filiera».

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