Cento brevetti in 20 Paesi per le denocciolatrici intelligenti

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By Federdat Maggio 25, 2017 08:10 Updated

Cento brevetti in 20 Paesi per le denocciolatrici  intelligenti

Cento brevetti depositati in 20 Paesi in trenta anni: si riassume in queste cifre il medagliere della Cti FoodTech, impresa salernitana che produce denocciolatrici di frutta.
Il primo prodotto, progettato e voluto da Biagio Crescenzo, ingegnere, figlio di un artigiano del settore del food machinery, è la denocciolatrice per pesche che, a differenza delle precedenti macchine tradizionali, è elettronica, intelligente e con movimentazione autonoma della frutta, impianto messo in vendita nel 2007 e brevettato nel 2011.

Le continue innovazioni sono valse alla Cti FoodTech nel 2010 il premio China Award e nel 2014 il secondo premio alle Best Practice dell’Assindustria di Salerno.

Oggi – grazie a un portafoglio clienti in cui compaiono anche imprese fornitrici di semilavorato di cubetti e succhi che viene poi utilizzato nei prodotti di Del Monte, Zuegg e Danone – l’azienda salernitana ha un giro d’affari di 5 milioni e 30 dipendenti. Ora si prepara a nuovi investimenti che, stando ai programmi, porteranno in 3 anni a un giro d’affari di 10 milioni con 50 dipendenti.
Tassello più importante del nuovo piano è la realizzazione di un nuovo stabilimento in area industriale di Salerno, per cui è stata fatta richiesta di finanziamento in base alla legge 181.
Ma il vero asso nella manica dell’impresa sono innovazione e ricerca continua di nuovi macchinari e prodotti. L’ultimo brevetto riguarda la “Multifruit coring”, nuovo impianto che consente di togliere tutto il cuore (non solo il nocciolo) alla frutta, utile soprattutto al settore della produzione di baby food e di yogourt. In questo caso il brevetto è stato depositato due anni fa in Italia, realizzato il prototipo e i test necessari con un investimento di 500mila euro, a breve sarà in vendita. Ma ancor prima che la Multifruit arrivi sul mercato, ne sono stati ordinati alcuni esemplari da aziende di Spagna, Francia e Nord Europa. In totale, l’azienda salernitana ha ricevuto ordini per un milione.
«Le nostre macchine sono presenti in numerosi Paesi, dagli Stati Uniti e Sud America alla Cina, passando per Spagna, Italia, Grecia e Bulgaria, e lavorano ogni anno 6 miliardi di pesche – spiega Crescenzo, oggi ceo di Cti Foodtech – I risultati raggiunti in questi anni riflettono gli investimenti effettuati nel settore ricerca e sviluppo. Vere e proprie invenzioni che hanno avuto un effetto positivo sull’intero comparto della produzione di macchine industriali per la frutta. I 100 brevetti internazionali conseguiti sono la diretta conseguenza di questa continua tensione al miglioramento e alla crescita».
Oggi l’impresa campana compete, su scala globale, con una ventina di grandi gruppi industriali, e nonostante la sua piccola dimensione si ritiene che abbia acquisito il 40% del mercato globale, portando una netta innovazione rispetto ai anche al piu grande competitor americano, Atlas, che di solito affitta piuttosto che vendere i macchinari. «Soffriamo per la concorrenza sleale dei cinesi – aggiunge Crescenzo – che copiano le nostre macchine. E non riusciamo a difenderci poiché in Cina i brevetti non sono sufficientemente tutelati». Ma proprio per questo di recente ha suscitato particolare allegria in fabbrica l’acquisizione di un cliente cinese, Dalian Xinglong.

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