Brevetto rivoluzionario di Bio-on per ripulire i mari dal petrolio in 15 giorni

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By Federdat Giugno 6, 2017 09:33 Updated

Brevetto rivoluzionario di Bio-on per ripulire i mari dal petrolio  in 15 giorni

L’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon, il più grave incidente petrolifero che gli Stati Uniti ricordino, avrebbe assunto ben altre proporzioni se il brevetto messo a punto dalla bolognese Bio-on con il Cnr di Messina fosse stato pronto già nel 2010: perché invece di pagare 55 miliardi di dollari tra le pulizie del Golfo del Messico per i 3,2 milioni di barili di greggio sversati in mare e risarcimenti a vittime e Stati per i danni all’ecosistema, BP se la sarebbe cavata con qualche migliaia di tonnellate di MinervBiorecovery, la rivoluzionaria bioplastica biodegradabile al 100% messa a punto da Bio-on e presentata ieri a Bologna e a New York, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente.

Un brevetto senza precedenti per le bonifiche ambientali e il biorisanamento di inquinamento da idrocarburi (oil-bioremediation), perché nel giro di due settimane l’acqua di mare inquinata dal petrolio viene ripulita dalle microparticelle cave di bioplastica (PHAs, ossia poli-idrossi-alcanoati 100% vegetali, il prodotto “madre” di Bio-on) che riattivano batteri ed enzimi naturalmente presenti nelle acque marine, che a loro volta si nutrono di bioplastiche e di idrocarburi, accelerando il processo altrimenti lunghissimo di trasformazione in CO2. La frazione degradabile degli idrocarburi viene eliminata in circa 15 giorni.

«È un brevetto rivoluzionario su cui abbiamo lavorato due anni assieme all’Istituto per l’Ambiente marino costiero (Iamc) del Cnr di Messina, il centro di eccellenza mondiale nell’oceanografia, anche se pochi lo sanno (noi siamo stati dirottati sul team di Messina dal centro ricerche delle Hawaii, cui ci eravamo rivolti in prima istanza). Da oggi la tecnologia MinervBiorecovery è disponibile in licenza sul mercato», spiega Marco Astorri, presidente e ceo di Bio-on, l’intellettual property company bolognese nata nel 2007 per l’applicazione delle biotecnologie ai materiali di uso comune, che dal 2018 produrrà anche in casa – nello stabilimento di Castel San Pietro Terme in via di costruzione – piccoli quantitativi delle micropolveri per la bioremediation, la cosmetica, la bio e nano-medicina. The World Bank Group supporterà Bio-on per far conoscere i benefici di questa tecnologia per la salvaguardia degli oceani nell’ambito del programma Conntect4Climate.

MinervBiorecovery è una soluzione tecnologica che si basa su micropolveri naturali e biodegradabili al 100% che non rilasciano quindi alcun residuo in mare a differenza di molte soluzioni applicate oggi in questi casi (come le spugne a base di cere brevettate in Germania). Il processo di biodegradazione della polvere di PHAs è sufficientemente lento (1-2 mesi a seconda delle condizioni) da permettere l’azione bio-rimediante dei microrganismi che, dopo aver eliminato gli inquinanti, tornano ai normali livelli dell’ambiente marino. La sperimentazione di MinervBiorecovery è attiva da diversi mesi al Cnr di Messina, ma nelle prossime settimane cominceranno ulteriori test nei mari di tutto il mondo: nei porti, nei siti industriali come le raffinerie e nelle cisterne delle più grandi petroliere. L’applicazione di questa nuova tecnologia consentirà la pulizia non solo in caso di eventi disastrosi, ma anche nella quotidiana manutenzione di porti o siti industriali.

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