Boom dell’export extra-Ue

Federdat
By Federdat Aprile 27, 2017 12:22 Updated

Boom dell’export extra-Ue

I paesi dell’Opec. E poi basta. Nessun altro segno meno nei dati Istat di marzo relativi al commercio extra-Ue, che presentano il quinto rialzo mensile consecutivo; una lunga teoria di progressi a doppia cifra, con balzi percentuali che addirittura accelerano rispetto alla già ottima performance dei primi due mesi dell’anno.

A marzo il progresso su base annua è pari al 15,1% (+6,5% nel dato mensile destagionalizzato), risultato che si riduce appena di un punto correggendo i dati per effetto del calendario e che rappresenta la sintesi di un una crescita corale sia in termini settoriali che geografici.

Lo scatto dell’energia è il più robusto (+42,3%) ma anche escludendo dal calcolo quest’area il progresso resta ampiamente a doppia cifra, con guadagni robusti per beni di consumo, intermedi e strumentali.

Dai Bric’s, grandi “malati” del 2016, continua ad arrivare una spinta robusta, con acquisti arrembanti e persino inattesi.

La Cina incrementa le commesse di made in Italy del 32,3%, la Russia di oltre 2i punti, l’India di 12. Così come in progresso a doppia cifra (+23,4%) è l’area Mercosur, “proxi” del Brasile in attesa dei dati puntuali per paese.

In valore assoluto per le nostre imprese gli incassi extra-Ue lievitano di 2,5 miliardi, di cinque miliardi nel bilancio del primo trimestre che vede un progresso medio dell’export pari al 12,1%.

Lo scatto dei listini del greggio continua a spingere verso l’alto le importazioni (+19,1%), anche se i progressi restano corali, con uno scatto a doppia cifra per ogni categoria di bene (+15,4% per i beni strumentali).

L’avanzo commerciale (+4.143 milioni) è di poco superiore a quello dello stesso mese del 2016 (+4.033 milioni) mentre nel bilancio del primo trimestre (4,96 miliardi) c’è una riduzione di 1,2 miliardi determinata dalla corsa dell’energia.

© Riproduzione riservata

Argomenti:
Federdat
By Federdat Aprile 27, 2017 12:22 Updated