Boccia: priorità errate se il Governo cade sui voucher

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By Federdat Maggio 29, 2017 14:54 Updated

Boccia: priorità errate se il Governo cade sui voucher

Prorogare gli interventi per Industria 4.0, azzerare cuneo fiscale e contributivo per i giovani neo-assunti, evitare un sistema elettorale proporzionale, anticamera per il ritorno ad una società corporativa e consociativa. Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia è a Varese per l’annuale assemblea della Confindustria locale, per tradizione primo appuntamento associativo pubblico dopo l’assemblea nazionale della Confederazione.

Boccia ribadisce la necessità di puntare sull’industria, in assenza della quale non ci può essere per l’Italia un’economia forte. La direzione presa con gli incentivi per Industria 4.0 è quella giusta ed è il motivo per cui questi bonus vanno prorogati, perché «per la prima volta si interviene sui fattori di competitività, puntando su un’industria ad alto valore aggiunto».

Una rivoluzione, quella tecnologica, che deve in realtà coinvolgere l’intera società, ponendo al centro delle priorità lo sviluppo del paese, migliorando la competitività di quella parte di aziende che ancora fatica, in una visione di lungo termine che dovrebbe abbracciare anche la politica, scenario distante da quello attuale. «Far cadere un governo per la questione dei voucher – spiega – forse indica che il senso delle priorità non è molto chiaro ad alcuni in questo paese». Tenere alla questione industriale e avviare un percorso inclusivo nei confronti dei giovani è possibile con misure strutturali, andando ad azzerare cuneo fiscale e contributivo per i giovani neo-assunti.

Il ritorno al proporzionale sarebbe comunque un errore, perché l’obiettivo è che la legge elettorale produca un Governo certo: «spero – chiarisce Boccia – che dal dibattito tra i partiti esca un modello che dia la possibilità a chi vince di
governare in maniera stabile».

La richiesta di andare al voto anticipato è legittima, «anche se noi – chiarisce – vogliamo capire con quali impegni e con quali programmi, con quale idea di politica economica», anche in vista di una nuova legge di stabilità per cui è necessario stabilire delle priorità.

Un richiamo rivolto anche all’Europa, che al momento non è ancora in grado di creare shock economici positivi e che tuttavia deve attrezzarsi, di fronte a colossi come Cina o Stati Uniti che puntano a conquistare il ricco mercato continentale . Davanti a slogan come “America first” occorre dunque un salto di qualità , un nuovo assetto all’interno del quale l’Italia non rappresenti più l’area periferica d’Europa ma piuttosto il perno delle relazioni tra Europa e Mediterraneo.

A margine del convegno, rispondendo alla domanda sulla possibilità che Il Sole 24 Ore possa portare il libri in tribunale Boccia ha replicato: «sono cose veramente eccessive, abbiamo deliberato in consiglio generale l’aumento e ora lasciamo lavorare con tranquillità il board». Sull’ipotesi di chiusura di alcune sedi estere del gruppo Boccia ha precisato che «la strategia di gestione è in mano al board, che deve risanare e rilanciare il giornale». Con riguardo all’eventuale ingresso di nuovi azionisti ha sottolineato: «noi abbiamo deliberato la nostra
quota di maggioranza, e poi sul mercato andrà l’inoptato».

La relazione di Riccardo Comerio
La necessità di proseguire sulla strada delle riforme e di puntare sull’Europa sono i punti cardine della relazione del presidente degli Industriali di Varese Riccardo Comerio. Di fronte ai cambiamenti epocali in atto nell’economia, negli assetti geo-politici e nelle tecnologie – spiega – occorre anzitutto reagire con l’unità, perchè solo un’Europa effettivamente unita «può rappresentare potenzialmente un punto di equilibrio per il mondo».

I molteplici cambiamenti in atto, trasformazioni epoca li che riguardano ogni aspetto della società, dall’età della popolazione alla crescente urbanizzazione; dai crescenti flussi migratori all’allungamento delle filiere di fornitura nel mondo, richiedono inoltre una presenza salda della politica, con la necessità di una visione «che si traduca in politica industriale e che sappia riconoscere la posizione centrale che le imprese giocano nel rilancio dello sviluppo».

Tregua legislativa, stabilità e certezza delle regole sono le priorità per Comerio, in un percorso che privilegi minori oneri sul lavoro, riassetto della Pa, riduzione dei tempi della giustizia. Anche Comerio, come Boccia, apprezza l’architettura del piano Industria (per cui auspica almeno il suo mantenimento) 4.0 perché infine, «dopo decenni abbiamo visto una pianificazione».

Interventi che devono avere come obiettivo comune quello della crescita, un modo per far migliorare i parametri monitorati dall’Europa concentrandosi per una volta non soltanto sul numeratore.

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