Barilla investe 50 milioni nello stabilimento storico di Pedrignano

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By Federdat Giugno 9, 2017 15:30 Updated

Barilla investe 50 milioni nello stabilimento storico di Pedrignano

Barilla rilancia sugli investimenti nello stabilimento di Pedrignano, alle porte di Parma. Cinquanta milioni di euro in dieci anni per ampliare il magazzino e migliorare la logistica. Lo stabilimento storico di Pedrignano è il più grande impianto di produzione di pasta secca al mondo, dove quest’anno si raggiungerà una produzione di 330mila tonnellate di prodotto finito, l’equivalente di 4 miliardi di piatti di pasta l’anno. Nel 2013 erano stati investiti 15 milioni per un grande magazzino automatizzato.

A raccontare quello che accadrà nel polo emiliano, nato 50 anni fa e ora in fase di completa ristrutturazione, il direttore, Alessandro Spadini: «I prossimi investimenti riguarderanno la parte logistica, a valle della produzione, per evitare colli di bottiglia. Porterò un primo investimento da 32 milioni di euro in consiglio di amministrazione a luglio», ha spiegato il direttore durante una visita agli impianti, organizzata in occasione dei 140 anni di attività di Barilla.

Magazzino automatico
Dal 2013 la gestione del magazzino è affidata a 54 carrelli a guida laser, veri e propri robot che identificano, trasportano e stoccano merce già imballata, grazie a un software che ottimizza gli spostamenti e, dunque, riduce i consumi a partire da quello dell’elettricità. E quei 32 milioni di euro di investimenti previsti serviranno anche a potenziare questo sistema di trasporto merci, «aumentando la flessibilità, la nostra capacità di risposta alla domanda – ha detto Spadini – e al tempo stesso l’efficienza aziendale. Nello stabilimento di Pedrignano oggi lavorano 450 persone su 19 linee di produzione, a cui si aggiungerà una ventesima in fase di realizzazione: da qui escono 104 tipi di pasta, per 387 item, il 65% dei quali finisce all’estero.

Da forno a industria
I 140 anni di attività sono stati l’occasione per la multinazionale del food per ricordare le radici di questa azienda, nata come un forno nel cuore di Parma e diventata leader mondiale nella produzione di pasta, con una attenzione particolare alla sostenibilità per l’ambiente, i propri dipendenti e i propri consumatori. A tal proposito nell’ultimo anno Barilla ha investito 40 milioni di euro per migliorare il profilo nutrizionale di tutti i suoi prodotti: oltre la metà di questi 40 milioni sono stati utilizzati per eliminare completamente l’olio di palma dalle proprie referenze, sostituito da quello di girasole.

«La ragione – ha detto Victoria Spadaro Grant, chief research, developmnent & quality officer – non è l’olio di palma in sé, ma il suo contenuto di grassi saturi. Questo è un percorso iniziato nel 2010 volto a ridurre il contenuto di questa tipologia di grassi . Solo nel 2016 ne abbiamo eliminate 4.350 tonnellate da 150 ricette».

Tempi moderni
«Gli investimenti fatti sono quelli destinati da ogni azienda alla ricerca – ha spiegato Paolo Barilla, vicepresidente dell’azienda – solo che sono indirizzati su una strada molto precisa, per cui oggi ogni prodotto, sia quelli storici che quelli nuovi, devono avere un’attenzione che include cose che non c’erano in passato, solo perchè non era il momento o non se ne sentiva l’esigenza. Oggi, invece, quello che vogliamo dai prodotti che compriamo sono un’agricoltura, un gusto, una nutrizione migliori».

Nel 2016 il fatturato consolidato del gruppo Barilla è stato di 3,41 miliardi, +2% al netto dell’effetto cambio. Il 2016 è stato un anno di crescita, in particolare, per il mercato europeo: il gigante emiliano ha incrementato i volumi del 4% e le vendite del 3% (a tassi di cambio costanti). A trainare sono stati principalmente pasta e sughi.

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