Automotive, concessionari e componentisti: cosa succederà alla filiera nel 2022?

redazione
By redazione Gennaio 19, 2022 12:47

Una valutazione della situazione attuale della filiera dell’automotive è stata fatta dal Ministero dello Sviluppo economico, che ha calcolato gli impatti della riconversione industriale e valutato i nuovi interventi del settore, in considerazione delle incertezze previste nel 2022.

Il Sole 24 Ore sottolinea come non vi sia per il momento un piano strutturato per tutto il comparto, mentre aumenta la preoccupazione generale delle aziende della componentistica per il passaggio ai nuovi motori. A subire l’impatto della decarbonizzazione sarebbero i moduli collegati al settore electronics (sensori, centraline, software), ma soprattutto il comparto powertrain a combustione interna. Minori variazioni per i comparti chassis/interiors e exterior.

L’industria della componentistica italiana (circa 2.200 imprese) pare essere poco preparata nei settori emergenti e molto nel powertrain tradizionale (45%) che da solo esprime 900 aziende con 80mila addetti. Per quanto riguarda i segmenti diesel e benzina del powertrain, sarebbero 101 le aziende da intendere “a rischio”, in quanto più esposte ai tempi serrati dalla conversione ecologica, alla mancanza di competenze e alla competitività dei mercati internazionali.

Ci sono aziende che rischiano ma ci sono anche aziende ad alto potenziale nelle filiere della connettività e analisi dei dati, guida autonoma, elettronica, batterie, motori elettrici, celle a combustibile, servizi. Verranno sicuramente rimodulati gli incentivi esistenti sulla base delle esigenze della filiera e di tutti i nuovi cambiamenti in atto. Su questo il Ministero dello Sviluppo Economico è già a lavoro, puntando a lanciare un grande progetto (di interesse comune) Ipcei con due possibili declinazioni: idrogeno per il trasporto pesante su gomma o componenti di elettronica avanzata, come i sistemi ADAS per la guida autonoma.

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By redazione Gennaio 19, 2022 12:47