Arredo-design, Italia leader anche nella componentistica

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By Federdat Maggio 16, 2017 12:21 Updated

Arredo-design, Italia leader anche nella componentistica

Se è ben nota la leadership internazionale dell’Italia nell’industria dell’arredo-design, meno spesso si parla della rilevanza del made in Italy anche sul fronte della fornitura e componentistica del mobile, che comprende un ampio numero di settori produttivi: pannelli e semilavorati in legno, ferramenta per arredi, serramenti, maniglie e porte, tessuti e pelli, parquet, accessori e macchinari.

Le due filiere – quella “a monte” e quella “a valle” – sono ovviamente interconnesse e la prima è cresciuta e si è consolidata proprio grazie alla presenza, nel nostro Paese, di una importante industria del mobile da rifornire. Testimonianza di questa forza è la presenza massiccia delle aziende italiane alla fiera biennale Interzum di Colonia (da oggi a venerdì nella città tedesca), la più importante manifestazione internazionale dedicata a componentistica, semilavorati e forniture per l’arredamento, che conta 1.730 espositori e visitatori in arrivo da 150 Paesi.

Con 310 espositori, quella italiana è la presenza estera più numerosa a Colonia. Un tempo fortemente localizzata in specifici distretti, quelli di maggiore produzione di mobili e in particolare di cucine, oggi la filiera si è diffusa in modo più uniforme sul territorio, anche se resta concentrata nel Centro-Nord del Paese.

«Insieme a quella tedesca e austriaca, le filiera italiana è la più significativa in Europa», spiega l’amministratore delegato di Kölnmesse Italia, Thomas Rosolia. E non spaventa la concorrenza, ad esempio, dei cinesi: «Innanzitutto perché organizziamo una edizione di Interzum anche a Guangzhou, rivolta proprio a quel mercato – aggiunge – e poi perché i prodotti italiani si collocano sulla fascia alta del mercato». L’elevato contenuto tecnologico e di innovazione è del resto «un tratto distintivo della filiera italiana – conferma Paolo Fantoni, presidente della European Panel Federation – e ne spiega l’elevata competitività sui mercati internazionali».

Non è facile elaborare dati di insieme sulla fornitura e componentistica, viste le tante e diverse categorie merceologiche che la compongono. Per quanto riguarda la filiera del legno-arredo, tuttavia, i numeri fotografano da due anni una crescita della produzione che, diversamente dal passato, è spinta sempre di più dalle esportazioni. Da qui anche l’importanza per le aziende di partecipare a una vetrina internazionale come quella di Colonia, che conta l’80% di visitatori dall’estero.

LA TOP TEN DELL’EXPORT / SEMILAVORATI
Valore in milioni di euro nel 2016 e variazione % sul 2015 (Fonte: Centro Studi FederlegnoArredo)

Il sistema dei semilavorati (che vale quasi 4,5 miliardi) è cresciuto del 2% nel 2016 e le vendite all’estero, che valgono il 52% del totale, sono aumentate dell’1,3% (dopo un balzo del 9,5% nel 2015). L’export dei pannelli in legno (un settore che fattura 1,8 miliardi di euro) è aumentato addirittura dell’8,1% l’anno scorso. «L’aspetto più interessante – fa notare la presidente di Assopannelli, Nicoletta Azzi – è che le esportazioni aumentano in modo particolare verso i Paesi avanzati, come Germania, Francia e Usa, dove la domanda è rivolta soprattutto a prodotti altamente tecnologici e sostenibili. È la dimostrazione che le aziende, per uscire dalla crisi, hanno investito in innovazione e qualità».

LA TOP TEN DELL’EXPORT / PANNELLI
Valore in milioni di euro nel 2016 e variazione % sul 2015 (Fonte: Centro Studi FederlegnoArredo)

’importanza della sostenibilità è ribadita anche da Paolo Fantoni: «Il tema del progressivo passaggio della filiera nella cosiddetta Circular Economy è cruciale per la crescita – spiega –. Le imprese italiane si dimostrano pioniere nel riuso e riciclo del legno e ora anche i concorrenti esteri cominciano a seguirci su questa strada».

Sta cambiando, aggiunge Fantoni, l’immagine dell’industria del legno, a lungo ritenuta responsabile del consumo di risorse naturali. Oggi è un settore capace di gestire l’intero ciclo di vita dei prodotti in legno e come tale viene percepito. «Ora dobbiamo promuovere misure di responsabilizzazione anche nell’immissione sul mercato – aggiunge il presidente Etf – con misure che prevedano quote da destinare allo Stato per la gestione, il recupero, lo smaltimento dei prodotti immessi, come già avviene per elettrodomestici, lampade o imballaggi.

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