All’Interporto di Padova svolta green per i mezzi di trasporto pesanti

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By Federdat Aprile 24, 2017 08:56 Updated

All’Interporto di Padova svolta green per i mezzi di trasporto pesanti

La fase di studio e progettazione è durata oltre 2 anni; all’Interporto di Padova è stata inaugurata da parte di Liquimet, società del Gruppo Gasfin, la prima stazione italiana mono-fuel di carburante LNG (gas naturale liquefatto) mirata al servizio del traffico pesante.

Si tratta del primo tassello dell’iniziativa nazionale per la creazione della rete di punti di rifornimento e depositi di LNG per il trasporto marittimo e stradale: un progetto che comporta un investimento complessivo stimato in 1,27 miliardi di euro nel quinquennio 2017-2022.

L’iniziativa GAINN_IT, lanciata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’aprile 2014, mira a definire, prototipizzare, sperimentare e implementare la Rete italiana delle infrastrutture di combustibili alternativi, in particolare LNG per il trasporto marittimo e stradale. La prima fase è stata approvata dalla Ce ottenendo cofinanziamenti europei.

Per ridurre l’impatto ambientale del trasporto, la Commissione europea richiede agli Stati membri – tramite Direttiva Dafi – di realizzare un numero minimo di punti di rifornimento di LNG entro il 2025 nei principali nodi (porti, interporti e nodi stradali) della rete di trasporto Trans-Europea ed entro il 2030 in tutta la rete. L’Italia ha recepito nel dicembre 2016 la Direttiva e da tempo collabora con i Paesi confinanti per garantire la continuità extraterritoriale della rete LNG senza la quale l’utilizzo di questo combustibile, indicato dall’Unione europea e dal Governo italiano come preferenziale per il trasporto marittimo e terrestre pesante, non potrà essere efficiente.

La stazione di rifornimento di Padova è strutturata per consentirne l’estensione fino a quattro baie con doppio erogatore, aumentando la potenzialità di rifornimento fino a 500 veicoli al giorno. Sono state studiate soluzioni innovative per la sicurezza del metano che includono la realizzazione di tubazioni e dispositivi aerei incapsulati in camini di scarico verso l’alto per convogliare in alto le eventuali dispersioni accidentali di metano, evitando condizioni di infiammabilità nell’area di rifornimento.

L’LNG non arriva alla stazione di rifornimento di Interporto Padova via strada da Marsiglia o Barcellona, ma utilizzando container intermodali per ferrovia da Rotterdam, in linea con il principio di riduzione della carbon footprint e di decongestione del traffico stradale. In attesa che la rete si arricchisca dei depositi costieri di LNG (ne sono previsti almeno quattro) da cui rifornire le navi e gli iso-containers, questi ultimi possono anche viaggiare su traghetto o nave porta containers per consentire una consegna di LNG “sostenibile” anche in Sud Italia e nelle isole.

Contestualmente all’apertura della stazione Liquimet, Iveco ha consegnato 20 automezzi Stralis full-LNG ad Autamarocchi. Un primo passo verso un cambiamento che coinvolga sinergicamente tutti gli attori della catena logistica: se l’intera flotta di circa 2mila automezzi/giorno che gravitano sull’Interporto di Padova si convertisse all’LNG si otterrebbe un beneficio equivalente all’impianto di un bosco con 2 milioni di nuovi alberi .

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