Alla Modelleria Brambilla accordo pilota sulla Banca Ore dei metalmeccanici

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By Federdat Luglio 5, 2017 07:25 Updated

Alla Modelleria Brambilla accordo pilota sulla Banca Ore dei metalmeccanici

Una maggiorazione della retribuzione oraria del 50% e la possibilità di trasformare ogni ora di straordinario accantonata in un’ora e mezza di riposo compensativo. Con l’accordo raggiunto a Correggio di Reggio Emilia tra Modelleria Brambilla e Fiom-Cgil di Carpi, nel Modenese, si aprono nuove prospettive per la Banca Ore prevista dal contratto nazionale dei metalmeccanici e per la futura contrattazione nazionale. L’intesa con l’azienda meccanica che opera nel settore dell’automotive e che serve le maggiori case automobilistiche italiane e tedesche, supera infatti i vincoli adesso previsti dal contratto collettivo, in particolare per quanto riguarda la retribuzione delle ore accantonate: per i sessanta dipendenti dell’impresa emiliana, che produce stampi e modelli, la remunerazione oraria non sarà più pari alla metà di quanto è fissato per le ore straordinarie ma sarà aumentata della metà di quanto previsto per un’ora di lavoro.

Una piccola rivoluzione per incentivare il ricorso alla Banca Ore, ancora poco conosciuta e utilizzata, e per migliorare l’organizzazione all’interno dell’azienda. «In questi anni di forte disoccupazione – dice Angelo Dalle Ave, della Fiom-Cgil di Carpi, unico sindacato rappresentato tra i lavoratori di Modelleria Brambilla – stiamo registrando un consistente aumento delle ore lavorative di chi è occupato. Pensiamo che quest’accordo rappresenti un punto di equilibrio tra le esigenze di flessibilità dell’azienda, i tempi di vita delle persone e la redistribuzione del lavoro».

L’intesa raggiunta potrebbe adesso diventare un modello da replicare in altre aziende metalmeccaniche, in particolare quelle dove c’è un forte ricorso allo straordinario.

E potrebbe aprire anche nuove strade a livello nazionale. L’accordo, approvato dai lavoratori, arriva a pochi mesi dalla firma del contratto integrativo aziendale che, per quanto riguarda i licenziamenti, fa riferimento al contratto collettivo, svuotando di fatto l’applicazione della nuova disciplina introdotta con il Jobs Act. Tra le novità anche i paletti fissati alle assunzioni con contratti a tempo determinato che non possono superare la percentuale del 12% del totale dei dipendenti e non devono avere una durata oltre i 24 mesi.

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