AEPI e Organizzazioni Sindacali: lettera al Governo per la situazione di crisi

redazione
By redazione Marzo 12, 2020 18:45

In una lettera indirizzata al Governo, la Confederazione AEPI, partner di Federdat e le Organizzazioni Sindacali richiedono il riconoscimento della “comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica”, con la relativa sospensione di tutti gli adempienti tributari- fiscali-contributivi – assistenziali – amministrativi in genere e relativi versamenti fino alla dichiarata cessazione dello stato di crisi.

“1. Si chiede di prevedere già una relativa rateizzazione dei pagamenti sospesi nei 12 mesi successivi al
termine  della situazione di crisi oggetto della presente:
a. Sospensione, fino alla dichiarata cessazione dello stato di crisi, degli adempimenti tributari,
previdenziali, assistenziali ed assicurativi e dei relativi versamenti;
b. Slittamento di 180 giorni dei termini di versamento dei tributi locali;
c. Sospensione, fino alla dichiarata cessazione dello stato di crisi, dei termini per lo svolgimento
dei contraddittori presso gli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate a seguito di istanza di
accertamento con adesione, nonché per le procedure di mediazione tributaria;
d. Sospensione, fino alla dichiarata cessazione dello stato di crisi, dei termini utili all’impugnazione
di atti e, più in generale, di tutti i termini processuali tributari;
e. Sospensione, fino alla dichiarata cessazione dello stato di crisi, dei termini di versamento relativi
ad atti emessi da agenti della riscossione, ivi incluse rateizzazioni e definizioni agevolate, dalle
società che gestiscono le attività di accertamento e riscossione dei tributi locali, e di tutte le
procedure esecutive di riscossione coattiva;
f. Derogare, per l’intero anno 2020, all’obbligo di apposizione del visto di conformità per l’utilizzo
in compensazione di crediti erariali superiori a 5.000 €;
g. Sospensione dell’obbligo di applicazione degli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale, di cui al
decreto legge 24 aprile 2017, n.50, per l’anno d’imposta 2020;
h. Riapertura dei termini per la procedura agevolata di stralcio di cartelle esattoriali in favore di
soggetti in grave e comprovata difficoltà economica (cd. Saldo e Stralcio) con estensione a
singoli carichi affidati all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2019.

2. Estensione degli ammortizzatori sociali a tutte le imprese e lavoratori autonomi con o senza lavoratori
dipendenti con contestuale semplificazione per l’ accesso ai fondi, attraverso procedure omologate per
tutte le regioni:
a. Riduzione del cuneo contributivo a carico dei lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata
dell’INPS, consistente in una riduzione pari al 50% dell’aliquota previdenziale per la sola
annualità 2020;
b. Riduzione del cuneo contributivo a carico dei lavoratori autonomi iscritti alla gestione Artigiani e
Commercianti dell’INPS, consistente in una riduzione pari al 50% del “reddito minimale” e delle
aliquote previdenziali sul reddito eccedente il minimale, per la sola annualità 2020;
c. Estensione dell’attuale disciplina di ammortizzatori sociali (congedi, cigo, cigs –cig in deroga –
assegno fondo integrazione salariale) per TUTTI i lavoratori dipendenti assunti negli ultimi 120
dal riconoscimento dello stato di crisi;
d. Estensione dell’ indennità di cui all’art.16 del decreto legge 2 marzo 2020, n.9 a favore dei
collaboratori coordinati e continuativi, dei titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza
commerciale, dei lavoratori autonomi nonché dei titolari di attività d’impresa residenti
sull’intero territorio nazionale e contestuale potenziamento di detta indennità a 1.000 € mensili
sino alla cessazione dello stato di crisi e rapportati all’effettivo periodo di sospensione
dell’attività;
e. Blocco di tutti i licenziamenti nei 90 giorni antecedenti lo stato di crisi;
f. Introduzione di un credito d’imposta pari al 100% per gli investimenti e le attività formative per
l’adozione di piani aziendali di smart working.

3. Sospensione e allungamento dei piani di ammortamento relativi a prestiti, mutui, leasing ed altre forme
di strumenti finanziari a favore degli operatori economici e di tutti i cittadini.
4. Protezione e rilancio del made in Italy.
5. Evitare che gli Uffici pubblici diventino luoghi per l’estendersi dell’epidemia, limitando l’attività ai servizi
essenziali e implementando tutte le modalità di accesso alle prestazioni con modalità telefoniche e
telematiche.

E’ opportuno considerare il rallentamento dell’economia europea registrato già prima dell’avvento del
Coronavirus che, a causa dell’epidemia, rischia di trasformarsi in un blocco del sistema economico.
L’unica misura possibile è l’adozione di un importante programma di spesa in deficit, finanziato dal bilancio
dell’Unione europea. Anche il mondo della finanza potrebbe venirci in aiuto, attraverso l’emissione di titoli di
stato che potrebbero essere acquistati dalla BCE mediante il programma di quantitative easing”.

redazione
By redazione Marzo 12, 2020 18:45