Accordo Friuli-Kazakhistan sul trattamento rifiuti

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By Federdat Agosto 4, 2017 09:40 Updated

Accordo Friuli-Kazakhistan sul trattamento rifiuti

La tecnologia italiana aiuterà il Kazakhistan nella gestione “sostenibile” dei rifiuti. È stato firmato ad Astana – in occasione della settimana del Friuli Venezia Giulia all’Expo Kazakhistan 2017 che è in corso, dal titolo “Future Energy” – un memorandum d’intesa tra Bionet e «Kazakh Invest», per la realizzazione di uno o più impianti di digestione anaerobica per il trattamento dei rifiuti, dal quale verrà prodotto compost organico (da impiegare in agricoltura), biogas, metano liquido, energia elettrica e termica, nonché carbone vegetale. L’impianto sarà analogo a quello in costruzione a Udine da parte di Bionet, in esercizio dal 2019.

Per la realizzazione dell’impianto di Astana – che avrà un costo di circa 45 milioni di euro – Kazakh Invest potrà attingere alle misure del sostegno statale di innovazione industriale nel campo degli investimenti in economia.
L’impianto sarà alimentato da fonte rinnovabile derivante dalla separazione del rifiuto solido urbano per un totale di 500 t/anno di rifiuti organici e 116 t/anno di rifiuto verde. Il biogas ottenibile è pari a circa 86.260 metri cubi al giorno.

Nelle ipotesi di produzione di energia elettrica l’impianto sfrutterà il processo cogenerativo che permette di ottenere energia elettrica e termica. Nelle ipotesi di upgrading del biogas in biometano invece il biogas sarà filtrato e depurato allo scopo di ottenere un quantitativo pari a circa 51.756 metri cubi al giorno di biometano. Questo potrà essere utilizzato per utenze industriali, immesso direttamente nella rete di distribuzione, stoccato in forma liquida oppure inviato alle stazioni di rifornimento carburante.
La volontà del memorandum – che avrà validità di 3 anni – è di sviluppare tra le parti una cooperazione a lungo termine anche attraverso gruppi di lavoro per lo sviluppo di progetti.

La scelta da parte degli operatori kazaki – che premia una tecnologia all’avangurdia interamente sviluppata da Bionet in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine – dopo diversi incontri.
Determinanti sono state le caratteristiche di grande flessibilità dell’impianto di Udine che attua la transizione verso un’economia circolare così come richiesto dalla Commissione Ue. L’impianto friulano è in grado, partendo sia da rifiuti che organici, di produrre energia elettrica e termica per l’impianto stesso, biogas, biometano per autotrazione, andando a sostituire il carburante tradizionale, CO2 per usi industriali, carbone vegetale e, infine, compost che può essere venduto come fertilizzante.

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