Abi, patto sulle vendite sostenibili

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By Federdat Febbraio 9, 2017 09:14 Updated

Abi, patto  sulle vendite sostenibili

Bancari e clienti al centro. Per le banche italiane, ieri, è stata per molti versi «una giornata storica». A dirlo è il presidente del Comitato affari sindacali e del lavoro di Abi, Eliano Lodesani. E lo dice perché «dopo un approfondito confronto e un costruttivo lavoro con il sindacato di settore» è stato «siglato un accordo che pone le banche e il sindacato di categoria all’avanguardia in Europa nell’ambito delle politiche commerciali e dell’organizzazione aziendale – annuncia Lodesani -. L’accordo risottolinea la centralità dei clienti e dei lavoratori, e la funzione determinante delle banche nel sistema economico del nostro Paese, attraverso il ruolo fondamentale delle relazioni sindacali».

Va premesso che molti grandi istituti hanno già accordi aziendali avanzati per lo sviluppo di politiche commerciali sostenibili, rispettose della dignità dei lavoratori e della clientela. Molti, però, non vuol dire tutti. E proprio per questo da oltre un anno, Abi e i sindacati erano al lavoro su un documento che allineasse l’approccio di tutto il settore a questa materia, dato l’effetto che ha sui lavoratori così come sull’opinione pubblica.

Come spiega Abi, in una nota, questo accordo è «riferito a banche che, qualora non abbiano già definito specifiche intese in materia, valuteranno la definizione di soluzioni nel rispetto della loro autonomia. Allo stesso modo è riferito a banche presso le quali siano già stati sottoscritti specifici accordi ed eventualmente procederanno a valutare raccordi con il Protocollo nazionale». Il perimetro dell’accordo è molto ampio e sottolinea, innanzitutto, «la centralità del settore bancario ed il suo ruolo a sostegno dell’economia del Paese ed a tutela del risparmio, nell’interesse di famiglie, imprese e territori», spiega Abi. In pratica l’intesa prevede regole per una comunicazione più trasparente alla clientela sui prodotti finanziari e per una comunicazione aziendale che eviti pressioni nei confronti dei lavoratori. Tra l’altro le parti hanno condiviso la necessità di definire un sistema incentivante per dipendenti basato su obiettivi a medio lungo termine, sulla qualità del servizio reso e non solo sul numero di prodotti venduti. Nell’accordo c’è l’impegno ad approfondire questo argomento nel confronto di rinnovo del contratto nazionale. Una commissione bilaterale nazionale avrà il compito di indirizzare, favorire e monitorare l’attuazione dell’accordo.

Il testo cerca di portare, dice Abi, «valori positivi nei confronti di tutti i portatori di interesse, la cultura delle regole e della prevenzione dei comportamenti eventualmente non conformi, rafforzando così la reputazione complessiva e la fiducia verso le imprese del settore e valorizzando il ruolo fondamentale dei lavoratori». Su questa lunghezza d’onda sono sintonizzate anche le dichiarazioni dei sindacati. Il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, dice che «è la prima volta che i sindacati condividono le politiche commerciali con le banche nell’ottica di una tutela della clientela e dei lavoratori bancari. Abbiamo rafforzato i meccanismi aziendali di controllo sulla vendita dei prodotti finanziari, in un clima difficilissimo per il settore, offrendo un quadro di garanzie esigibili a beneficio di lavoratori e clientela».

«Ora che i lavoratori sono titolati a entrare nel merito delle scelte commerciali e operative si creano le condizioni per una relazione banca-cliente realmente incentrata sulla consulenza e sulla qualità del servizio, non solo sulle vendite», aggiunge Giulio Romani, segretario generale di First Cisl. «È un primo accordo che non ha precedenti nella storia delle relazioni industriali nel sistema del credito», dice il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale. «L’intesa ha visto una sigla tecnica che dopo il voto del nostro direttivo avrà il via libera definitivo», aggiunge. «Una pietra miliare», è la definizione del segretario generale della Uilca, Massimo Masi, perché «tutela il risparmio, individuando i principi, i valori e il ruolo centrale delle risorse umane».

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