A Cpl Concordia 250 milioni dalle banche per il piano di rilancio

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By Federdat Aprile 27, 2017 08:07 Updated

A Cpl Concordia 250 milioni dalle banche per il piano di rilancio

Dopo due anni di crisi profonda legata agli scandali giudiziari, la multiutility cooperativa modenese Cpl Concordia incassa la fiducia di banche e azionisti e si prepara a scalare il piano industriale di rilancio, che prevede il ritorno all’utile entro il 2018 e un costante e progressivo aumento del fatturato per avvicinarsi nel giro di sette anni al record 2014 di 450 milioni (il 2016 si è chiuso con 300 milioni di ricavi consolidati): il gruppo ha infatti ottenuto da 36 istituti di credito una ristrutturazione del debito pregresso (160 milioni di euro in tutto) portando in cascina altri 90 milioni di risorse finanziarie aggiuntive per lo smobilizzo di crediti e l’emissione di garanzie.

Ovvero 250 milioni di euro di esposizione finanziaria, con un piano di rientro al 31 dicembre 2023, che si sommano ai 10,5 milioni di nuove azioni di partecipazione cooperativa sottoscritte dal mondo Legacoop e dalla Fondazione CariMirandola.

Un’iniezione non solo di denaro ma di fiducia, «per un gruppo che ha perso il 30% del business non per una crisi industriale ma reputazionale. Non abbiamo chiesto un euro di taglio del debito bensì solo un riscadenziamento dei termini alla luce del diminuito giro d’affari e le previsioni del piano asseverato sono molto prudenziali, già i risultati del 2016 sono sopra le attese», afferma Pierluigi Capelli, dallo scorso agosto direttore generale di Cpl Concordia. Che lo scorso gennaio ha incassato dal Tribunale di Modena il non rinvio a giudizio per l’inchiesta sul fotovoltaico nel Barese (23 imputati prosciolti) e aspetta ora la sentenza sulla vicenda di tangenti a Ischia.

L’accordo raggiunto con le banche finanziatrici si basa sul piano industriale e finanziario per il periodo 2016-2023 finalizzato al ripristino di una situazione di equilibrio economico e finanziario sostenibile, tra rifocalizzazione sul business a maggior valore aggiunto (il facility per la gestione calore resterà il pilastro), dismissioni delle attività non-core (dopo la cessione lo scorso febbraio di Coopgas alla multiutility toscana Estra) ed efficientamento dei costi.

«Per il 2016 era prevista una perdita di 1,5 milioni (dopo i 15 milioni di perdita 2015, ndr)e invece potremmo avvicinarci al pareggio, stiamo chiudendo in questi giorni il bilancio consolidato. L’Ebitda, ad esempio, è al 7,5% contro il 6,5% del piano, i risultati dipendono molto dalle partite straordinarie», anticipa il dg. Anche dal punto di vista occupazionale la società registra segnali di inversione di tendenza: i dipendenti sono oggi 1.161, contro i 1.151 dello scorso dicembre (erano 1.351 prima della crisi), «un assetto che prevedo stabile per i prossimi anni, anche se le attività core stanno confermando indicazioni nettamente positive», conclude Capelli.

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