A Cagliari parte il Digital innovation hub per le Pmi

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By Federdat Luglio 22, 2017 16:35 Updated

A Cagliari parte il  Digital innovation hub per le Pmi

A Cagliari nasce il Digital Innovation Hub. Ossia un punto di riferimento e di sostegno per le aziende che cercano di affrontare la sfida digitale di Industria 4.0. Perché la sfida per il futuro passa attraverso l’alta tecnologia e l’innovazione. Elementi fondamentali per affrontare anche i mercati internazionali. L’insediamento ufficiale mercoledì negli spazi che hanno ospitato qualche settimana fa il G7. Al programma di sostegno alle imprese partecipa la Regione con 200mila euro, le Università di Cagliari e Sassari, UnionCamere, Confindustria Sardegna, Confindustria digitale e Sardegna Ricerche.

Obiettivo di questa ”alleanza”: supportare le piccole e medie imprese sarde a diventare più competitive attraverso, appunto, una digitalizzazione trasversale che coinvolga anche le imprese dei settori più tradizionali.

«Siamo una delle prime Regioni a partire e partiamo nel modo giusto come ha più volte sottolineato il presidente nazionale di Confindustria Digitale Elio Catania che ha indicato la Sardegna come un modello per le altre regioni – spiega Raffaele Paci, assessore regionale alla Programmazione e vice presidente -. Industria 4.0 significa portare il digitale in tutti i settori economici, in tutti i settori produttivi perché questa è la nuova rivoluzione industriale. La Sardegna ha subito recepito questa sfida, che porterà molte risorse che dobbiamo essere in grado di intercettare. Abbiamo quindi costituito questo Hub, questo luogo centrale, che serve per diffondere il digitale in tutte le attività produttive».

Il DIH informerà le imprese sulle opportunità offerte dal piano nazionale “Industria 4.0” e sui trend tecnologici, offrendo allo stesso tempo consulenza strategica per la definizione di progetti e programmi di innovazione, per l’accesso ai finanziamenti e le consulenze legali. Non solo industria nel senso stretto del termine ma anche tutti gli altri settori che dovranno fare i conti con l’innovazione digitale e che vanno dall’agricoltura al turismo, dall’artigianato ai beni culturali attraverso la digitalizzazione possono ricollocarsi sul mercato in modo decisamente più strategico. La partecipazione al DIH resta aperta a tutti coloro che sono interessati a collaborare (pubblici e privati) sia come soci sostenitori sia come partner tecnici. Un luogo di coordinamento «dove ciascuna delle istituzioni che partecipano darà il suo contributo sul digitale, dove si incontrano le imprese e si fa sinergia fra i diversi fondi. Collocarlo alla Manifattura ha un valore anche simbolico, essendo quello il luogo della innovazione e della creatività in particolare sul digitale».

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