Assegno di maternità erogato dai comuni

L’assegno di maternità, rappresenta un trattamento economico, erogato dall’INPS, che il comune riconosce, al ricorrere di alcune condizioni patrimoniali ed economiche, per sostenere la creazione della famiglia (cfr art.75 del d.lgs. 151/2001).

L’assegno è riconosciuto per ciascun figlio nato (o per ogni minore preso in affidamento, adottivo o preadottivo) a patto che le madri o i padri (o il
genitore adottivo) sia residente, abbia la cittadinanza italiana o comunitaria o sia in possesso della carta di soggiorno.

I Requisiti per l’accesso all’assegno sono:

  • per la madre:
    • se lavoratrice, deve avere almeno 3 mesi di contribuzione per maternità nel periodo compreso tra i 18 e i 9 mesi precedenti il parto o l’effettivo
      ingresso del bambino in famiglia in caso di adozione nazionale, affidamento preadottivo o in Italia in caso di adozione internazionale;
    • se ha svolto un’attività lavorativa di almeno 3 mesi e ha perso il diritto a prestazioni previdenziali o assistenziali, il periodo intercorrente tra la data della perdita del diritto e la data del parto o dell’effettivo ingresso in famiglia del bambino, in caso di adozione o affidamento, non deve essere superiore al periodo di fruizione delle prestazioni godute e comunque non superiore a 9 mesi;
    • se durante il periodo di gravidanza ha cessato di lavorare per recesso, anche volontario, dal rapporto di lavoro, deve poter far valere 3 mesi di
      contribuzione nel periodo che va dai 18 ai 9 mesi antecedenti al parto;
    • se lavoratrice autonoma in gestione separata: per avere diritto all’assegno di maternità servono 3 mesi di contributi versati nei 12 mesi precedenti l’inizio del congedo obbligatorio ordinario ossia dall’ottavo mese di gravidanza o anticipato in caso per esempio di gravidanza a rischio.
  • per il padre:
    • in caso di abbandono del figlio da parte della madre o di affidamento esclusivo del figlio al padre, deve essere in possesso, al momento dell’abbandono o dell’affidamento esclusivo, dei requisiti contributivi previsti per la madre;
    • se è affidatario preadottivo, nell’ipotesi di separazione dei coniugi intervenuta nel corso della procedura di affidamento preadottivo, deve essere in possesso, al momento dell’affidamento, dei requisiti contributivi previsti per la madre;
    • se è padre adottante, nell’ipotesi di adozione senza affidamento quando intervenga la separazione dei coniugi, deve essere in possesso, al momento dell’adozione, dei requisiti contributivi così come è previsto per la madre;
    • se è padre adottante non coniugato, nell’ipotesi di adozione pronunciata solo nei suoi confronti, deve essere in possesso, al momento dell’adozione, dei requisiti contributivi previsti per la madre;
    • se ha riconosciuto il neonato o è coniuge della donna adottante o affidataria preadottiva, in caso di decesso della madre naturale o di quella adottiva o affidataria preadottiva, è necessaria la sussistenza delle seguenti condizioni al momento della domanda:
        • regolare soggiorno e residenza in Italia del padre o del coniuge della deceduta;
        • il minore si trovi presso la sua famiglia anagrafica;
        • il minore sia soggetto alla sua potestà;
        • il minore non sia in affidamento presso terzi;
        • la donna deceduta non abbia a suo tempo già usufruito dell’assegno.

      In questo caso, non sono richiesti i requisiti dei 3 mesi di contributi tra i 18 e i 9 mesi precedenti e della perdita del diritto da non più di 9 mesi a prestazioni previdenziali o assistenziali, in quanto il diritto all’assegno deriva dalla madre o donna deceduta.

L’erogazione dell’assegno di maternità, è subordinata anche al rispetto di un requisito economico, da misurarsi mediante il calcolo dell’ISEE o della
dichiarazione sostitutiva unica, che dovrà essere inferiore a 16.954,95 euro (per il 2016, da rivalutarsi annualmente).

Il comune analizzerà le domande pervenute in ordine cronologico e, nel rispetto di tutti gli altri requisiti visti sopra erogherà un assegno mensile che
durerà cinque mesi. L’erogazione dunque viene pagata dall’Inps ma è a carico dell’Amministrazione comunale.

L’importo dell’assegno è rivalutato ogni anno sulla base della variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati calcolato dall’ISTAT, e quantificato nella Circolare salari medi convenzionali che l’Istituto pubblica annualmente sul proprio sito web istituzionale.

Per il 2016, l’ammontare dell’assegno è pari a 338,21 euro per 5 mensilità, per un massimo di 1.694,45 euro modulato sulla base di formule che prevedono, tra gli altri parametri, il valore ottenuto dall’indicatore ISE. L’importo indicato rappresenta, quindi, il massimo ottenibile ma non è detto che spetti interamente.

Federdat
By Federdat luglio 1, 2015 13:13
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