Il regolamento sulla privacy sotto lente di ingrandimento

Area Comunicazione
By Area Comunicazione giugno 4, 2018 16:03 Updated

Il regolamento sulla privacy sotto lente di ingrandimento

Se non siete stati in Sri lanka nell’ultimo mese avrete sicuramente sentito parlare del GDPR, il cosidetto “nuovo regolamenteo sulla privacy”. Dal 25 Maggio, infatti, è in vigore il Regolamento europeo sulla privacy (Gdpr) per armonizzare le norme sulla privacy e protezione di dati in tutta Europa. Qui da noi, come al solito, abbiamo procrastinato la messa a norma e negli ultimi giorni è scattata una specie di isteria collettiva alla ricerca della pietra filosofale sulla privacy che risolvesse il problema subito e in modo economico (se non gratuito).

In favore di chi ha seguito la teoria del “lascia vivere qualcosa accadrà” è arrivato il garante della privacy che non ha infatti risparmiato critiche al decreto sui punti cruciali della riforma come la durata del data retention, il limite d’età dei minori legittimati ad esercitare azioni di autotutela e gli illeciti penali del Codice Privacy, della cui sopravvivenza dovranno occuparsi i giudici, e nel pieno delle sue facoltà ha invitato alcune commissioni speciali a valutare se fosse necessario apportare delle modifiche alla norma.

Il problema è che il decreto di recepimento del Regolamento (UE) 2016/679 è stato trasmesso dal Governo alle Commissioni speciali solamente il 10 maggio 2018 e, con sole due settimane a disposizione prima dell’entrata in vigore, i relatori delle Commissioni hanno concordato nell’impossibilità di esprimere qualsivoglia parere sull’attuale testo di schema di decreto, giudicato troppo impreciso e farraginoso, lamentandosi del ritardo con cui è giunto il documento.

Nello specifico il relatore della Commissione speciale del Senato ha evidenziato numerose criticità di marcato rilievo giuridico e anche molteplici profili di illegittimità costituzionale, tali da giustificare, al momento, un parere contrario. In effetti, il giudizio è condiviso da tutte le forze politiche che compongono le Commissioni: è stato quindi stabilito di iniziare un ciclo di audizioni informali con le categorie interessate dal provvedimento per acquisire elementi informativi utili per una piena cognizione dei molteplici profili coinvolti.

Per forza del mancato arrivo dei due pareri delle Commissioni, ai sensi dell’articolo 31, comma 3, della legge n. 234 del 2012, il termine del recepimento della delega da parte del Governo slitta dal 21 maggio 2018 al 21 agosto 2018, da considerarsi come termine ultimo: da più parti si auspica, però, che questi possano arrivare ben prima. Quindi per un certo periodo di tempo si verificherà una sovrapposizione tra le disposizioni europee e il codice della privacy attualmente vigente: tra le norme del Regolamento che non avranno problemi di attuazione, rientrano quelle in tema di data breach e sul responsabile dei dati.

Giuseppe Cozzolino

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By Area Comunicazione giugno 4, 2018 16:03 Updated
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